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Anche se l’avventura dello spettacolo era appena cominciata e la vita sembrava procedere ancora come tutti i giorni e i nemici, sia essi ombre succhiaenergia, oppure esseri metà bovini e metà calamari, o addirittura arti flutturanti, non si erano ancora rivelati in tutta la loro potenza distruttiva, qualcosa stava leggermente cambiando. Avete presente il momento prima di una grande avventura in cui continuate tutti la vita di ogni giorno? In quel caso sapete già che andrete incontro a un’esperienza che vi cambierà la vita e che vi divertirà di sicuro un sacco, e per questo siete già in uno stato d’animo diverso, o vi sentite più entusiasti del solito oppure più turbati del solito. E che lo vogliate o meno, il tempo non scorrerà più in fretta per farvi arrivare al giorno dell’epica avventura che vivrete, e né scorrerà più lento per evitare che voi affrontiate le conseguenze della vostra scelta, o dei problemi che essa possa causare. Ecco quindi tre storie che avvengono contemporaneamente, ovvero alle otto di sera (orario UTC +1, ora solare) di martedì primo febbraio 2011, nell’appartamentino della prof. Ionic sopra l’ex Fiera di Naonian City, lei e Sandikov avevano appena finito di mangiare e dopo aver sparecchiato la tavola, era ora di decidere quale film guardare, quindi si diressero verso questo mobiletto nel salottino. C’erano varie VHS, DVD, libri e vari gingilli, come pupazzetti (tra cui degli amigurumi, ovvero dei pupazzetti fatti all’uncinetto) o varie bomboniere. “Sono regali dei miei alunni, anni di storia scolastica alle superiori!” sorrise la prof. Ionic, mentre Sandikov era indaffarato a scrutare le varie videocassette, finché ne prese due in mano. Le galattiche avventure di Melvin e i castori (1987) e Shipformers vs. Sheepformers (1986). “Quale vorresti guardare?” si rivolse il pacioccoso Sandikov alla sua algida amica. “Quello con i robot…” sospirò la prof. Ionic e si fece un attimo pensierosa. “Tutto ok?” le chiese Sandikov. “Sì, sì…” sospirò lei e poi, ridacchiò: “c’era una ragazza australiana che viveva qui a Naonian City… e me l’ha regalato lei, era in fissa con queste robe da maschiacci!” “Beh, immagino che sia bello se era fissata!” esclamò Sandikov. “Ah, mai visto, ma con te…vedrei di tutto!” esclamò la prof. Ionic. “Aspetta.. ma… quella ragazza australiana? È per caso quella della gita in Grecia che avevate fatto nella primavera 2009 e ve n’erano capitate di tutti i colori a te, Jack, alla nipote di Mindy e al prof. Pecan?” si gasò Sandikov. La prof. Ionic esclamò, ridacchiando: “Anche un viaggio del tempo quando eravamo arrivati a Mistrà!” Sandikov sorrise, poi accese la TV, mise la VHS nel lettore delle videocassette e si sedette sul divano, sprofondandoci con un balzo, e la prof. Ionic fece altrettanto… iniziò il film!

La trama del film consisteva negli Shipformers (delle navi e delle barche di vari tipi che sono capaci di trasformarsi in robot bipedi e giganti, chiamati appunto Shipformers), combattere contro delle pecore filosofiche chiamate Sheepformers, che sono anch’esse capaci di trasformarsi in pecore robot, ma che preferiscono i dibattiti filosofici alla forza bruta e quindi i Shipformers, da bravi bulletti, decidono di prendersi gioco di loro fino a provocarle. Il film era ambientato in un prato verde pieno di bucoliche casette, ovvero la “Scozia”. Una volta provocate, le Sheepformers, inizieranno a dare cazzotti anche loro agli Shipformers. Nel ruolo del padrone delle Sheepformers c’era un tipo molto famoso a Naonian City, chiamato Weege McMeow. Weege era un uomo metà scozzese e metà portoghese, che si era trovato a Naonian City per una scommessa che aveva fatto a fine anni settanta con i suoi amici, si sarebbe trasferito in un posto scelto puntando l’indice a caso, senza voltarsi a guardare, sulla cartina dell’Europa…e così fu, dal Portogallo andò a vivere, con molta nostalgia, a Naonian City. Se non altro, il costo della vita lì non era alto, e pochi anni dopo, iniziò a lavorare prima come attore e poi come telegiornalista al canale 313. Weege McMeow in quel film non solo era un attore nel ruolo di se stesso, ma si era anche occupato della creazione degli oggetti di scena, tra cui appunto, i robot Shipformers e Sheepformers. Nel film, gli Shipformers e gli Sheepformers se le davano di santissima ragione, e, quando gli Shipformers colpivano tutti e quattro gli arti dei robot pecora, essi “esplodevano” e tutto ciò che rimaneva di loro era un putrido haggis, che usciva dal petto e si trasformava (o veniva sostituito? Mistero!) in un cuore vivo di pecora. Perché ho scritto “esplodevano” tra virgolette? Semplicemente, perché fare esplodere davvero quei robot costava troppo (e Weege McMeow e i suoi “amici”, pardon, il suo staff erano tirchissimi), quindi era meglio mettere degli effetti posticci molto sbrilluccicosi e pacchiani, in pieno stile anni ’80.

Non appena il film fu finito, dopo i titoli di coda: “Non puoi dire di aver visto un film per intero senza aver visto i titoli di coda!” era quello che Sandikov riteneva, ecco infatti che partirono delle foto in sequenza di Weege McMeow che posava con i robot dei cinque Shipformers e dei sei Sheepformers. “Bambini, venite agli studi di Canale 313 di Naonian City, e fate foto con Weege McMeow e i suoi amici Shipformers e Sheepformers!!” gridava una voce fuori campo con fare da bulletto da posteggio delle bici. Il nastro della VHS era finito, e Sandikov chiuse la TV con il telecomando. “Che forza! Dovrebbero vederlo anche Takao e Pecan!” esclamò Sandikov. “Bella la Scozia sotto casa…” sorrise sarcastica la prof. Ionic.

Sempre alle otto di sera nel suo appartamento/studio dove fa le ripetizioni di spagnolo, Mindy era molto giù di morale… stava mangiando un’arepa (panino tipico venezuelano fatto con farina di mais bianco, sale e acqua) farcita con prosciutto e cuajada, ovvero formaggio fresco. Non aveva nemmeno acceso la luce del salone, solo la luce del piano cucina era accesa, ed era fioca. Mindy mangiava l’arepa con gusto, ma con un retrogusto amaro di tristezza. Trangugiò l’ultimo pezzo dell’arepa, e si leccò le labbra, che erano ancora un po’ sporche di prosciutto, briciole e formaggio fresco. Quindi si alzò, si lavò le mani nel lavandino della cucina e mentre se le asciugava pensò: “Qué voy a hacer?”

Quindi andò verso il divano (il salotto e la cucina erano nella stessa stanza) e si sedette accanto alla TV, accendendola sul canale 313, ma senza seguire davvero il programma. Mindy continuava a pensare tra sé e sé, in spagnolo ovviamente, ma siccome non voglio torturarvi con una lingua straniera (nonostante sia molto simile alla nostra), farò in modo che il suo monologo interiore sia anche un po’ in italiano. “Mi primo Richard y su videollamada con Greta dopo lo spettacolo el día de San Valentino… Lo bueno sarebbe incontrare lui y también su hijo Herman de nuevo y abrazarlos” (Herman era il fratello minore di Greta, ed entrambi erano italovenezuelani). Mindy si bloccò, seduta, con le mani intrecciate. “Pero lo malo… è che no tengo gana di incontrare quelle brujas della suocera y de la mujer de Richard! Me odian y las odio tutte y dos!” Mindy sospirò, scuotendo la testa e pensò: “Basta pensar en tu familia, Mindy! Haz algo diferente!” e così si alzò e andò verso un mobiletto bianco sul muro a sinistra con due cassetti, accanto al tavolo della cucina (che usava anche come tavolo per fare ripetizioni ai suoi studenti) e aprì il cassetto a sinistra e tirò fuori quattro animaletti che tempo addietro lei aveva fatto a un corso di modellazione con la pasta polimerica. I quattro animaletti erano niente di meno che delle rappresentazioni dei suoi animali domestici, ovvero una piccola chihuahua beige chiamata Tammy (in realtà Tamara, ma Mindy preferiva il diminutivo), una cockapoo di media stazza color miele e chiamata Miel (miel è femminile in spagnolo), nonché due pegatti (gatti alati greci) maschi, uno soriano (Fedi) e uno arancione tigrato (Reco). Mindy prese la mascotte dei suoi modellini e le mise sull’appoggiabraccio destro del suo divano, nel seguente ordine Tammy, Miel, Fedi e Reco, quindi si distese a pancia in giù e li osservò: “Los quiero muchísimo!” esclamò ad alta voce, sorridendo, guardando i pupazzetti dei suoi quattro animaletti domestici. I veri Tammy, Miel, Fedi e Reco erano in Germania e Mindy non li avrebbe potuti portare con sé a Naonian City, perché il regolamento del condominio vietava ai suoi residenti di avere animali domestici. A Mindy bastò osservare le sue sculturine per addormentarsi felice, con un sorriso. Per un momento, tutto andava bene.

E cosa dire di Midori, Bea Bresot e Nibelungo? Alle otto di sera del primo febbraio 2011 i tre erano arrivati a casa della moglie di Pecan da un bel po’ e avevano già cenato. Bea si era seduta tranquilla sulla poltrona rossa del salotto all’ingresso, come se fosse il suo piccolo trono personale, mentre Midori stava accarezzando Leo e Nibelungo, e la moglie di Pecan e Takao erano seduti a chiacchierare sul primo gradino delle scale che portavano al piano di sopra. E, in quel momento, Takao si illuminò. Aveva un piano. “Leo!!!” esclamò il nanerottolo, ed uscì dalla porta di casa, con il cane che lo seguì, seguito anche da Midori e Nibelungo, mentre Bea rimase seduta sulla sedia, curiosa… e la moglie di Pecan, si beccò la porta sbattuta in faccia da Takao. Nel giardino di campagna attorno alla casa di Pecan e della sua consorte, non solo c’era parcheggiata la macchina rossa della signora, ma anche una macchina blu accanto ad essa, e poco più in là, anche un maestoso e roboante pickup verde smeraldo, che Pecan amava usare quando andava in avventure estreme per i boschi o con gli altri Curiosi del Tempo. “Forza Leo, ti mostro la retromarcia!” disse Takao, che accese il pickup di Pecan e si mise al volante, mentre Midori e Nibelungo si sedettero dietro. La signora Pecan saltò sul vetro sopra il cofano del pickup e gridò, infuriata: “COSA TI SALTA IN MENTE?!?” Takao le rise in faccia: “Ma dai, lo facciamo sempre!” E quindi, con la moglie di Pecan che era ancora sopra il cofano parti a fare una sgommata pazzesca, con una derrapata attorno al perimetro della casa di Pecan e di sua moglie. Leo era scatenato nel vedere quel nanerottolo ciccioso di Takao guidare la La moglie di Pecan era salita sul tetto del pickup e stava indicando con l’indice della mano sinistra…la presenza di Lauren, il muccalamaro, che si stava aggirando nella campagna vicino alla casa di Pecan, e da sagoma ombrosa all’orizzonte, si stava avvicinando verso Leo. “MARITO DEVO RUTTARE!!!!” gridò Lauren alla sua parte calamarosa, ovvero il suo marito senza nome, che la guardava con gli occhi storti. Takao raggiunse di nuovo Leo che l’aveva seguito fino alla porta di casa, e mentre il chow chow sbavava felice e scodinzolando, Takao eseguì una retromarcia in derrapata e parcheggiò. Lui, Midori e Nibelungo scesero dal pickup, e dal tetto scese con un salto la moglie di Pecan, che era furiosa, ma Takao le rise in faccia. Si misero tutti e quattro sull’uscio di casa, quasi in fila indiana. E proprio in quel momento, Lauren il muccalamaro era di fronte a Leo (l’unico a poggiare i piedi sul terreno di campagna), che era di fronte a Takao e alla moglie di Pecan, e dietro di loro c’era Midori e Nibelungo, terrorizzati. Prima che qualcuno potesse aprire la porta e tornare a casa, Lauren il muccalamaro si mise di fronte a tutti loro e gridò testuali parole: “DEVO FARE SUDOKU!!!” Takao e Midori sudarono freddo… perché Lauren lì stava fissando minacciosa, e forse il bovino non intendeva proprio il Sudoku, ma un’altra parola giapponese molto simile. Tuttavia, la moglie di Pecan entrò in casa, e poco dopo uscì con una rivista di cruciverba e con una penna. “Tieni, cara!!! E produci tanto inchiostro, che fa bene alle nostre penne!!” le sorrise la moglie di Pecan, consegnando al muccalamaro i cruciverba e la penna, e facendo quindi rientrare Leo, Nibelungo, Midori e Takao a casa. Si sentì la moglie di Pecan chiudere la porta a chiave a doppia mandata, sia sopra che sotto. Il muccalamaro rimase solino soletto.

“NON ERA QUELLO CHE INTENDEVO!!! PERÒ SEMBRA DIVERTENTE!!!” ruttò Lauren il muccalamaro stringendo la rivista di cruciverba e la penna tra le sue zampe. “Prova a farli senza il mio aiuto!” esclamò telepaticamente il suo marito senzanome e il muccalamaro se ne sparì all’orizzonte della campagna stellata di Naonian City, tutto preso dai vari rompicapi. Il cielo era pieno di stelle e luminoso, era proprio una frizzante notte di metà inverno e nessuna chimera avrebbe potuto turbare la tranquillità degli abitanti di quella piccola città europea in quel momento.

Mercoledì 2 febbraio 2011.

Quella mattina, Midori si diresse insieme alla sua nuova amica Bea Bresot all’ex fiera di Naonian City, per le prove dello spettacolo di San Valentino. Erano già arrivati alcuni ragazzi, come Codeghin, Vivi, Jack e Asamoah, ma Midori non corse da loro, bensì si diresse alla scrivania dov’era seduta Mindy, che aveva Sandikov e la prof. Ionic che stavano confabulano accanto a lei. Purtroppo, Mindy era ancora di pessimo umore, e giochicciava con i suoi quattro pupazzetti in pasta polimerica, mettendoli sulla sua scrivania in quest’ordine: Tammy, Miel, Fedi e Reco, e assicurandosi che fossero rivolti verso di lei, e non verso i ragazzi. Midori stava per proferir parola, ma Sandikov fu più rapido e chiese a Mindy: “Interessante, perché sono in quest’ordine?” Egli stava fissando quei quattro pupazzetti con aria affascinata, la sua amica (anzi, amicanemica) era un’ottima scultrice! “En ese orden, mi portano fortuna!” Sandikov le rispose, ridacchiando: “Ma sono in quattro! Cosa direbbe Takao?” Detto ciò, Sandikov prese il pupazzetto del pegatto arancione Reco e iniziò a far finta che volasse nel cielo e cantò, ridacchiando: “El gato volaaaadooooor”. Mindy sbuffò, digrignando i denti: “Porquería de canción…” finì, sospirando. Sandikov si interruppe: “Ehm, posso prendere anche Fedi?” “Vale..” E avendo ottenuto il permesso di Mindy, Sandikov diede il pupazzetto di Fedi alla signorina Ionic, e i due salirono seguiti da alcuni ragazzi al piano di sopra: “Guten Morgen, rakazzen!! Oggi faremo Sachertorte e torten alle frakolen!!!” esclamò la signorina Ionic, correndo stile jogging e parlando ai suoi ragazzi, che si misero i grembiuli ed entrarono nella sala cucina. Sandikov sarebbe stato il capo chef, mentre la signorina Ionic avrebbe parlato anche un po’ in tedesco dei dolci mitteleuropei.

Al piano di sotto, Mindy tirò un grande sospirò, scuotendo la testa: “Sandikov es lleno de nonsense…”  Poi vide Midori, che le parlò: “Ehi zi…” “Contestame! Donde está tu tío?” le chiese Mindy, che era ancora amareggiata. “Bella domanda!” le rispose Midori, preoccupata. “Non voglio perder tiempo!!!” si infuriò Mindy, scattando in piedi. Allora Midori prese dalla tasca della sua gonna il suo Time-R, e sorrise alla sua ziona adottiva, quindi premette il Time-R e la fece andare indietro di pochi secondi… ripetutamente. Più volte Mindy cercò di acchiapparla, ma non riusciva a schiodarsi davvero dalla sua scrivania, era come se fosse bloccata in un loop scrivania-sedia, e intanto Midori era arrivata fino a sopra gli spalti dietro la scrivania di Mindy… ridendo come una pazza, e in quel momento, sbloccò Mindy dal loop in cui era caduta. Allora Mindy fece un salto, e andò sopra gli spalti, fino a Midori, e ridendo malvagia, prese di scattò il Time-R di Midori, e glielo sequestrò soddisfatta. “NOOOOO!!!” pianse Midori, mentre Mindy scendeva dalle scale e tutti gli studenti rimasti per fare le prove (tra cui Bea Bresot, Jack, Vivi e Asamoah) guardavano curiosi la faccenda. Midori si mise a seguire Mindy da dietro, sempre piangendo. “Ensayemos!” esclamò Mindy. Quindi tutti i ragazzi presenti, seguendo il ritmo di Mindy, si misero a iniziare con il riscaldamento, copiando la coreografia di “Beso en la boca”, di cui Mindy dettava i passi, e tutti la seguivano.

A casa della moglie di Pecan, Takao e la signora del suo amico erano seduti al tavolo della cucina e stavano facendo colazione non solo con due brioches, ma anche bevendo del caffè (lei) e un tè (lui). La luce in cucina era ancora accesa, nonostante fuori ci fosse un bel sole. Erano un po’ rincretiniti e per parlare, mugolavano. La moglie di Pecan decise allora di accendere la TV sul canale nazionale di Naonian City, ovvero il canale 313, Naonian TV. Il volume sparato a palla fu come uno schiaffo sia per la signora che per il suo amico orientale, e la TV quadrata in formato quattro terzi (come del resto era anche la trasmissione che i due stavano vedendo) trasmetteva il TG nazionale. Il conduttore era niente popodimenoche Weege McMeow, che reggeva alcuni fogli tra le sue mani, muovendoli in su e giù con fare aggressivo. “Si aggira per la campagna naoniana una creatura abominevole!!! Fa muu ma spara anche inchiostro!! Sarà forse una spia comunista? Il nostro invincibile team indagherà! Alla prossima edizione!!!” E così partì la sigla finale del TG, che fu subito seguita dall’oroscopo di Naonian TV, sempre con la voce di Weege McMeow. “Le cuspidi Acquario-Pesci, i Pesci, i Toro, i Gemelli e i Cancro avranno sfiga per i prossimi giorni fino a data da definire. Per gli altri segni, la vita gli sorriderà.” Takao si raggelò…i segni sfigati erano quelli dei Curiosi del Tempo. “Lo yokai poverino de ancol…” sospirò Takao, innervosito, dicendo la versione giapponese corrispondente all’espressione naoniana e veneta “la Louise Veronica Ciccone poverina de ancol”. “Coincidenze? Io ci credo!” gli sorrise calorosa la signora Pecan, ridacchiando. I due erano ancora molto sul cazzeggio andante, e quindi non spensero la TV, bensì continuarono a spararsi in retina i programmi di Naonian TV, ed ecco quindi che in quel momento l’onnipresente Weege McMeow iniziò a trasmettere una televendita. “Volete mandare i vostri amici a quel paese il giorno di San Valentino? O il giorno di Carnevale?” annunciò Weege McMeow ad alto volume, e poi qualcuno da fuori inquadratura gli porse un carrello con un sacco di bombolette spray. “Bombolette spray al cioccolato per scacciare gli ammiratori (o le ammiratrici) rompiscatole!” “Bombolette spray al rhum e alle uova marce per…” La moglie di Pecan si era alzata, era piuttosto anziana mentalmente per quelle sciocchezze, e mentre Takao aveva avvicinato gli occhi a mezzo centimetro dalla TV, per godersi appieno quella che sembrava una truffa quasi colossale ma di sicuro successo. ZAC! La tv si spense improvvisamente, e saltarono anche le luci della casa, anche se erano quasi le nove di mattina. “Ehi!!!” si infuriò Takao. “Emh, caro Mona-san!” sbuffò irritata la moglie di Pecan, sollevando Takao (che anche se era adulto e vaccinato era pur sempre un cicciobel…cicciobrutto di 60 cm) fino alla finestra, e proprio fuori dalla finestra c’era Lauren il muccalamaro che guardava malissimo i due. “VIENI QUI!!!!” ruttò ad alta voce Lauren. “I sudoku erano troppo difficili, eh?” ridacchiò Takao sudando freddo, e il muccalamaro fisso in modo truce lui e la signora Pecan. E come se non bastasse, si sentivano i guaiti di Leo provenire da fuori! Il chow chow tirava certi acuti che facevano invidia a quelli di Miel, l’ansiosissima cockapoo di Mindy. Nibelungo invece in quel momento stava dormendo profondamente, russando saporitamente al primo piano, sul letto di Midori nella camera degli ospiti (dove dormivano Midori e Bea). Dunque,Takao fece un saltò fino al pavimento e lui e la signora Pecan si guardarono in modo complice. I due amici scattarono fuori correndo, e nel farlo, la signora Pecan stringeva una bella padella da cucina come se fosse una spada. Una volta fuori, Takao anziché salire sul pickup verde di Pecan, decise di salire sulla sua macchina blu, mentre la moglie di Pecan sale sulla sua macchina rossa. Una volta alla guida, i due amici partono in retromarcia, per distrarre Leo dalla sua ansia e confondere anche il malvagio muccalamaro, che non sa da che parte andare. Tuttavia, una volta finita la retromarcia di gruppo, i due tornarono davanti casa e Lauren: “DEVO DIESELAREEEEE!!!” urlò la gentilvacca ruttando, e così facendo spruzzò il suo liquido al rhum dagli occhi del marito, dai tentacoli del marito e da tutti e quattro gli zoccoli… e così sciolse le ruote anteriori sia della macchina blu di Pecan che della macchina rossa di sua moglie. Takao e la moglie di Pecan scesero dalle loro macchine e si misero di fronte a Lauren. “UFFA, COSÍ NON VALE!!!” piagnucolò la calamarosa bovina. E in quel momento, Leo corse in aria di sfida di fronte a Lauren, e si mise ad abbaiare arrabbiatissimo. Allora Takao e la consorte del suo amico partirono all’attacco, Takao saltò da terra e diede un calcio dritto in faccia a Lauren, che venne spinta indietro, e quindi la moglie di Pecan concluse con una bella padellata in testa al bovinolamaro. “GRRR!!!” si infuriò Lauren, che era in preda alla confusione, e… in preda ai fumi della rabbia, esso sparò il suo liquido (dalle stesse parti indicate prima) su di Leo… in poco tempo, un concentrato di rhum si sparse per il terreno, e la moglie di Pecan indietreggiò terrorizzata fino all’uscio di casa. Ma Takao non volle indietreggiare, proprio quando il rhum stava per toccare la punta delle sue scarpe, eglì salì in groppa a Leo, che stava affogando e guaendo dal dolore, e nel farlo, egli prese il suo Time-R e andò indietro nel tempo di un minuto, e fece correre Leo fino all’uscio di casa, dove si trovava anche la signora Pecan. Leo era salvo ma… “TIME-R BLOCCATO FINO AL 15 FEBBRAIO!!!” fu il messaggio d’errore che apparve a caratteri cubitali in rosso sul Time-R di Takao, che raggelò, ma fu subito distratto dalla sua amica. “Grazie!” gli disse la signora Pecan sorridendo, e Takao ricambiò il sorriso, e quindi Leo leccò felice la faccia prima a lui e poi a lei. Il terreno della campagna intorno a casa di Pecan era comunque bagnato per il rhum, ma piano piano, la fredda luce del sole fece assorbire il liquido nel terreno, e il muccalamaro se ne andò infuriato da qualche parte, sparendo come sempre all’orizzonte. Aveva finito il liquido al rhum, per quel giorno. E anche questa volta, il pericolo sembrava scampato. Però c’erano una macchina rossa e una blu entrambe con due ruote a terra… e un pickup di scorta!

Intanto, all’ex Fiera di Naonian City, la prof. Ionic era scesa a sorvegliare le prove dei ragazzi, perché Mindy aveva deciso di assentarsi temporaneamente per correre a prendere qualcosa a casa. Dunque, alcuni ragazzi si erano proposti per recitare dei dialoghi di prova che dovevano trasmettere l’idea del romanticismo. La signorina Ionic non era particolarmente colpita dalle battute che dicevano, e stava per avere un’abbiocco, e in quel momento, ecco che fu il turno di Codeghin, il maiale ciccioso e antropomorfo e Vivi, l’umana con i capelli a caschetto. “Allora, mancate solo voi!” disse la prof. Ionic e Midori si sedette per terra davanti alla scrivania insieme ad Asamoah e i due guardarono i loro due (per Midori, nuovi) amici sorridendo. Asamoah e Midori erano gli unici che non avevano proposto battute a riguardo, perché avevano preferito concentrarsi sui passi di danza. Fu dunque il turno di Codeghin e di Viviana. “Ti amo, più dell’amore stesso” recitò con una voce piatta Codeghin, per evitare di emozionarsi e scoppiare a ridere. “Se non ci fosse l’amore, io non amerei” continuò Vivi, senza idee. La prof. Ionic allora sbadigliò a becco aperto, e in quel momento: “Qué tal, chicos?” gridò Mindy tutta entusiasta, facendo scattare in piedi la sua amica Elizabeth, nonché Midori e Asamoah. Tutti gli studenti nel campo di pallacanestro si avvicinarono curiosi a Mindy. “Tengo la solución a todos nuestros problemas!!! Miren!!” esclamò la bionda venezuelana mostrando ai ragazzi una rivista con fotoromanzi tratti da telenovele latinoamericane. Poi consegnò le riviste ai ragazzi (tra cui c’erano Jack, Bea Bresot, Vivi, Asamoah e Codeghin), perché ci dessero un’occhiata. Mindy sghignazzò e poi disse alla prof. Ionic: “En serio quieres togliere quello che han dicho Codeghin y Viviana?” “Beh, se lo vuoi tenere” la fissò la prof. Ionic, perdendo la sua apatia, che si trasformò in un leggero sarcasmo. “Bueno, porque me hicieron morir de risa!” continuò Mindy e scoppiò di nuovo a ridere. Tutti i ragazzi la fissarono curiosi, mentre Midori sorrise, e non appena Mindy smise di ridere, andò da lei. “Oh, mi querida! Lo siento mucho per come mi sono comportata ayer!” le sorrise Mindy. “Tranquilla zia! Lo sai che ho vist…” sorrise Midori, ma in quel momento Asamoah alzò la testa dalle riviste chiese ad alta voce alle prof e agli altri ragazzi: “Quale fotoromanzo preferite? Quello dell’Universo di Crabby o quello di Deficienta?” Midori sospirò… la sua dichiarazione non era da farsi.

Intanto, a casa della moglie di Pecan, Takao e la consorte del suo amico avevano appena finito di mettere la ruota di scorta alla macchina blu e la ruota di scorta alla macchina rossa, e quindi erano entrati in casa, con Leo, che era corso a dormire al piano di sopra sul letto dove dormiva Nibelungo. La luce era tornata, ed ergo anche la tv si era accesa. “E mi raccomando!!! Offerta illimitata a costo mille!!!” esclamò Weege McMeow gasato, mostrando le bombolette… per l’ultima volta, perché la televendita finì e subito partì un film di qualità pessima, si vedeva il nastro tremante della VHS passare in alternanza sui fotogrammi. La signora Pecan chiuse la TV: “Andiamo in città, socio.” Takao le disse: “Bon.” E i due dopo aver attivato l’allarme in modalità “animali in casa” e chiuso la porta a chiave sia sopra che sotto, salirono sul pickup di Pecan. La signora si mise alla guida, e i due si diressero verso la città, prima però si fermarono dal meccanico a comprare due ruote di scorta per le altre due macchine, e, non appena le ebbero messe nel portabagagli, quello ne approfittò per fare una domanda. “Cosa? Avete visto quell’abominio di cui parlava McMeow ieri sera?” ridacchiò l’uomo unto e bisunto dopo aver preso i soldi (euro) in contanti, ma la signora Pecan e Takao lo fissarono e gli fecero il gesto dello SSSHHH.

“McMeow, McMeow, McMeow…a questo punto andremo da lui!” sospirò la moglie di Pecan, e Takao sorrise soddisfatto. Erano entrati in città, e pochi minuti dopo parcheggiarono in una piazza con una colonna in mezzo e una gioielleria e una pizzeria a destra della colonna, e gli studi del Canale 313 in un condominio a sinistra in basso, dove c’era anche un kebabbaro. Scesi entrambi dall’auto, Takao e la moglie di Pecan si diressero sotto il condominio dove c’erano gli studi di Canale 313- Naonian TV (che erano proprio al piano terra). Nonostante questo, la moglie di Pecan dovette suonare comunque al citofono. Una volta, niente, due volte… niente ancora. Si mise a fissare il campanello, indecisa sul suonare una terza volta agli studi televisivi, e intanto, una mano spuntò fuori dalla grata di un tombino, proprio sotto al marciapiede su cui erano i due, diede un colpetto alla schiena di Takao, che si voltò. “Hola amigo!” sussurrò. “Christian?” sussurrò Takao, allegro. “Guarda che puoi salire in superficie!” continuò lui. “No puedo… me siento muy débil” sospirò Christian, e la sua mano riaffondò nelle fogne. La moglie di Pecan intanto aveva suonato per la terza volta il citofono, senza accorgersi di altro: “Niente da fare, per oggi!” esclamò rivolta a Takao, che però era sconvolto… cosa stava succedendo a Christian? Di solito era uno zombie vigoroso! La signora Pecan si accorse dello spavento sulla faccia di Takao e gli disse: “Dai! Il tuo idolo McMeow è una persona come altre, anzi, è speciale!” E all’esclamare quest’ultima parola con tono di sufficienza verso Weege, la signora Pecan scoppiò a ridere come una pazza. Takao scosse la testa e sospirò lievemente. Un vero e proprio buco nell’acqua!

In quel momento ci voleva soltanto una cosa, una passeggiata insieme al Parco San Valentino di Naonian City. E mi raccomando, niente battutine. A ogni modo, Takao e la moglie di Pecan fecero una passeggiata per l’immenso parco, e si misero a guardare i cigni nel laghetto. “A volte vorrei essere come loro…” sospirò Takao, provando un profondo senso di rilassamento. “Intendi bello?” ridacchiò la consorte del suo amico. “Sì, bello… tranquillo!” esclamò Takao, e i due decisero di raggiungere il resto della gang… tra una cosa e l’altra si erano fatte le quattro di pomeriggio, e quel giorno le prove si erano prolungate fino a quell’ora, e conoscendo Mindy e la prof. Ionic, non sarebbe stata la prima volta che le prove sarebbero andate oltre l’orario stabilito su carta. Era di certo il prezzo da pagare per mettere in piedi qualcosa due settimane prima del suo debutto ufficiale. 

Takao e la moglie di Pecan allora si diressero a piedi verso l’Ex Fiera di Naonian City, dove tra poco sarebbero usciti i ragazzi e i Curiosi del Tempo. “Weege McMeow!” esclamò Takao esaltato, vedendo uno…spilungone? “Jack!” si infuriò Takao, e il ragazzo sghignazzò, poi si tolse la maschera con la faccia di McMeow. “Forte, eh? L’ho comprata dopo aver visto la sua televendita di Carnevale di lunedì scorso!” gli spiegò Jack, poco modesto, e arrivarono Midori, Vivi, Asamoah e Codeghin che scoppiarono a ridere non appena videro il povero zio della prima. Anche Bea Bresot era pensierosa, e Midori se ne accorse e l’abbracciò da dietro, appoggiando la sua dolce faccia sui polverosi e incolti capelli dell’amica, che le sorrise timidamente.

Intanto, Sandikov, la prof. Ionic e Mindy uscirono anche loro, e Mindy procedeva a passo saltellante, perché era di buon umore. Takao nel vedere la sua migliore amica, si avvicinò a lei: “Mindy, lo sai che ho vis…” Ma in quel momento Sandikov diede una pacca sulla spalla a Mindy: “Dai, gli Sheepformers sono fighissimi! Il film mostra come purtroppo le parole sagge non vengano ascoltate, ma prevalga la bruta violenza!” Sandikov enunciava tali opinioni con un pizzico di tono provocatorio (il che era tipico della relazione di amicizia-nemicizia che c’era tra lui e Mindy), ma che in fondo veniva dal suo cuore. “Di che state parlando?” chiese Takao, ma Sandikov ignorò anche lui e si rivolse alla sua migliore amica: “Eli, forse oggi è una serata adatta a un film con i roditori canterini!” “Ti va se lo vediamo domani?” gli sorrise la prof Ionic e poi si rivolse a Takao: “Resta a dormire da noi stasera, guardiamo il film degli Shipformers!” Takao saltò in aria dalla gioia e batté cinque prima con lei e poi con Sandikov.

Quella sera, Mindy tornò nel suo accogliente appartamento e cenò con i pupazzetti dei suoi quattro animaletti sopra il tavolo (sempre nel classico ordine Tammy, Miel, Fedi e Reco). Per cena c’erano arepas e la TV accesa su una telenovela molto tragicomica, ovvero Deficienta. Tuttavia, presto calò il buio su Naonian City, e i pensieri cupi tornarono nel cervello di Mindy.

Intanto, a casa della moglie di Pecan, quella sera, oltre a Leo e Nibelungo, c’erano soltanto lei, Midori e Bea. Queste ultime erano in salotto, e Bea si era seduta sulla poltrona rossa vicino alla finestra dell’ingresso. Midori aveva dato una coperta azzurra a Bea e quest’ultima si era fatta avvolgere nella copertina da Midori come se fosse un burrito a cui spuntavano fuori solo la testa e le braccia. Bea per ringraziare Midori (che era salita anche lei sulla poltrona e si era messa sulle ginocchia di fronte a Bea) si mise a farle le carezze sulle guanciotte: “Sei come una sorellona per me” sussurrò Bea, contenta ma sempre timida, e Midori le sorrise e continuò a farsi fare le coccole. Ricevere le carezze sulle guanciotte l’aveva fatta rilassare un sacco, ma qualcuno era geloso… Leo era ai suoi piedi e si mise ad abbaiare, emettendo dei tristi guaiti come per dire “degnami, umana”. La signora Pecan uscì per un attimo dalla cucina e rivolse uno sguardo a Midori. “Fai giocare quel fottutissimo cane!” le urlò la moglie di Pecan con tono di sfida, facendo il verso a Rodney, il texano migliore amico di Takao. Midori sospirò: “Scusa tesoro” disse a Bea e corse con Leo verso la porta. “Non fare la stupida! Quel muccalamaro potrebbe essere nei paraggi e farti molto male!” esclamò la moglie di Pecan di nuovo. “E quindi?” disse Midori. “Quindi giocate dentro!” esclamò severissima la moglie di Pecan, e lanciò un pollo di plastica con un lungo collo a Midori. Era un pollo giocattolo per cani che ricordava tanto i polli di plastica dei calcinculo, e Midori e Leo si misero a giocare insieme, mentre la moglie di Pecan cucinava e Bea li guardava divertiti, avvolta nella sua copertina.

Intanto, a casa della signorina Ionic, lei aveva appena acceso la TV e messo la VHS in pausa perché stava aspettando Takao. Chissà cosa stava cercando il suo amico, sì, perché lui stava rovistando in un cassetto della cassapanca all’ingresso. “Tutto bene?” gli chiese la signorina Ionic e Takao aprì il cassetto e tirò fuori…un cuscino verticale alto circa un metro e cinquanta. Elizabeth non sapeva cosa dire…lei in quel cassetto non ci metteva mai niente, e ora cosa ci trovava dentro? Uau. Sul cuscino verticale c’era disegnato sopra lui stesso da entrambi i lati. In quella foto stampata sul cuscino, Takao era su una colonna in stile classico ed era in una posizione erculea (con panza altrettanto erculea) e sotto di lui c’era scritto, sempre da entrambi i lati, I<3 MYSELF. “La mia Waifu!!! Da quanto non la vedevo!!” esclamò Takao abbracciando il suo cuscino gigante con gli occhi che brillavano e lo sguardo entusiasta. La prof Ionic era lì a braccia conserte, con uno sguardo tra il rassegnato-incacchioso e il “ma perché i miei amici maschi sono così llenos de -ovvero “pieni di” – nonsense?” Sandikov, intanto in cucina stava preparando degli ingredienti per la sua torta alla vodka, una sorta di Macaroni Na Furna -ovvero la versione bulgara della Macandcheese- con cipolla bianca, sugo di pomodoro e vodka, come nella ricetta delle penne alla vodka degli anni ’80.

Takao e la prof. Ionic si sedettero comodi a guardare il film insieme al cuscino-waifu e Takao fece un saltò in alto non appena vide: “Weege McMeow!” esclamò Takao, tra il gasato e l’infuriato. La prof. Ionic rimase impassibile, ma per tutta la restante durata del film, Takao era rapito dalla presenza di McMeow, e non riusciva a toglierselo dalla mente, fremeva dalla voglia di incontrarlo e fargli mille domande, e vedere le immagini dopo i titoli di coda con lui con i robot degli Shipformers e degli Sheepformers gli fece urlare, con un salto epico con atterraggio altrettanto epico, sempre sul divano: “CHE FIGATA LA SCOZIA SOTTO CASA!!!” Cosa che alle orecchie di Elizabeth Ionic e di Aleksander Sandikov suonò più o meno come: “VOGLIO UN AUTOGRAFO DI QUELL’ALTRO MONA COME ME!”

Takao e la prof. Ionic andarono in cucina a vedere a che punto era Sandikov con la sua torta alla vodka stile anni ’80. Takao si era tolto le scarpe ed era salito sulla postazione della cucina dove c’erano lavello e piano cottura, per osservare il lavoro del suo amico fricchettone. “Ho appena finito la mia torta anni ’80, come gli Shipformers e Melvin e i castori!” esclamò Sandikov, allegro come al solito. Infornò la torta nel forno ormai caldo e poi prese tre bicchieri da vino e ci verso quel poco che rimaneva di vodka, sia per lui che per Takao ed Elizabeth. Takao ed Elizabeth bevvero il sorsetto, ma loro reggevano bene l’alcol quindi non successe niente, tuttavia Sandikov… era molto poco russo in questo! Dopo un sorso di vodka, beh… “Castori, ehi…i castori sono dei roditori, anche il mio criceto Hegel era un roditore!” pensò tra sé e sé Sandikov, scoppiando a ridere come un pazzo… Takao ed Elizabeth Ionic si guardarono preoccupati. “Cosa ti fa così ridere?” gli chiese Elizabeth. “è un segreto!” esclamò Sandikov, e scoppiò di nuovo a ridere, questa volta fino alle lacrime. Takao sbuffò, spavaldo: “Sìììì, come no, è un segreto… ridi ancora per quella volta che a San Valentino tu ed Eli vi eravate finti una coppia per farvi pagare la cena nel ristorante di lusso da me, Pecan e Mindy?” E quindi, egli fulminò con lo sguardo sia il ragazzone mezzo russo e mezzo lituano e la sua amica mezza argentina e mezza austriaca, e ad entrambi cadde dalla fronte una gocciolina imbarazzata. Sandikov però negò prontamente e continuò a ridere fino alle lacrime. Takao ora stava ribollendo di rabbia, stava scoppiando come l’Ezo Fuji (Monte Yotei), il vulcano dell’Hokkaido: “Ci avete fatto pagare anche per i vostri partner!!” (ovvero la morosa -quella che poi sarebbe diventata l’ex moglie- di Sandikov e un ex moroso della prof. Ionic) esclamò, furioso, e la signorina Ionic e Sandikov batterono il pugno in senso di complicità. Finalmente Sandikov aveva smaltito quel goccetto di vodka? E invece no! Il pensiero del suo batuffoloso amico Hegel (vissuto dal 1991 al 2001) lo fece scoppiare di nuovo a ridere fino alle lacrime, e non riusciva a guardare i suoi due amici senza fare una faccia seria, e infatti Elizabeth e Takao lo guardarono in maniera strana e confusa… e poi sospirarono, sconsolati. “Ho bisogno di un po’ di tempo per me!” esclamò Sandikov, che quindi uscì fuori dall’appartamentino e andò a farsi una corsetta notturna nei corridoi del secondo piano della palestra dell’ex fiera, per sfogarsi e smaltire la sua sbornia. Che atmosfera, la luce della luna illuminava l’interno dell’edificio, rendendo la notte lì dentro molto poetica!