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https://www.naoniancitytales.com/san-valentino-parte-5-capitolo-1/

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Mentre il continuum spazio temporale stava tornando alla normalità dopo il grande scontro nel teatro Verdi di Naonian City, Bea Bresot con in braccio Nibelungo, Zola e Christian stavano vicino alla porta della platea, a tirare dei grandi respiri pieni di stress e fatica… cos’altro sarebbe successo? Anche i Curiosi del Tempo stettero lì seduti in platea a osservare il flusso temporale ristabilirsi… sarebbe stato ancora il 14 febbraio? Oppure erano passati alcuni giorni? Non lo sapevano ancora, però la signorina Ionic guardava il suo amico Sandikov con aria perplessa. “Allora, Alex…perché ridevi qualche giorno fa?” le chiese e con lei, anche Pecan, Midori, Takao e Mindy si voltarono a guardarlo. Sandikov si passò una mano dietro i suoi lunghi capelli da fricchettone e ridacchiò, con una gocciolina sulla fronte. Poi fece un enorme sospiro, e mentre il tempo fluttuava, lui tornò in silenzio indietro con il pensiero al pomeriggio del 6 giugno 1991, il giorno del suo ventiseiesimo compleanno.

Era una giornata soleggiata di fine primavera, e Sandikov e gli altri quattro Curiosi del tempo (Takao, Mindy, Pecan ed Elizabeth Ionic) si trovavano in un alpeggio a metà strada tra Villaco e Klagenfurt, nello stato austriaco della Carinzia. Erano andati a trovare nel loro alpeggio i parenti della signorina Ionic, che erano per metà umani per metà aquile antropomorfe come lei. Avevano fatto una gita nella fabbrica di formaggi della parte austriaca della famiglia Ionic e gustato del caprino molle accompagnato da fragole e da una fetta di Sachertorte, poi erano andati a vedere la sorgente con le farfalle e infine si erano seduti nella chiesetta ai piedi di un’alta collina che dava sulla città di Klagenfurt, che era a un’altitudine molto più bassa. Nella chiesetta, i cinque Curiosi del tempo si stavano godendo un concerto con pezzi di Mozart suonato da un raffinato signore con…il naso aquilino. “Perché non portavamo qui l’originale?” sbuffò Takao a bassa voce e Mindy ed Elizabeth Ionic gli dissero: “SSSHHH!” facendo il gesto del silenzio e continuando a godersi il concerto… ma qualcuno bussò alla porta della chiesetta… era una cugina umana e lentigginosa della signorina Ionic, ed era insieme a suo zio, un’anziana aquila barbuta e con i capelli grigi. Entrambi indossavano vestiti popolari della Carinzia. “Elizabeth, Alexander, foi tue Kuriosonen del tempen!!! Fenite kvi!!” esclamò la cugina con il suo forte accento tetesko (austriaco) e i due migliori amici uscirono a passo felpato dalla chiesetta. Lo zio osservò con i suoi occhietti stretti i due amici. “Alles Gute zum Geburtstag! Puon kompleannen, Alex!!!” annuì lo zio. Sandikov sorrise: “La ringrazio!” esclamò felice e scatenato. Elizabeth Ionic gli mise la mano sinistra sulla spalla destra, e gli sorrise. “Forza, rakazzen!!! Segvite me und mein nipotinen!” continuò lo zio (e nonno) aquila. La solerte cugina austriaca e lo zio portarono i due amici del cuore nella piccola stalla dietro l’alpeggio… c’erano un sacco di animali lì dentro! C’erano dei cani di varie razze (tra cui pastoren tetesken kome kommisarien Rex, ja pampinen!) e degli agnellini che giocavano o si rotolavano nel fieno, delle galline che deponevano le uova in un ripiano alzato (ma comunque libere di razzolare) e poi… una mega gabbia con dentro tre criceti. “Scegli kvello che ti piace ti più!” spiegò la procace cugina austriaca aprendo la porta della gabbietta… Sandikov si avvicinò. “Sicuri?” disse titubante il ragazzo, guardando i tre (Elizabeth Ionic, sua cugina e suo zio) che erano dietro di lui. “Ja! È il tuo regalo di compleanno!” annuì felice Elizabeth Ionic da brava ragazza metà latinoamericana e metà mitteleuropea. Sandikov pensò un po’ e osservo i tre criceti davanti a lui, c’era una cricetina femmina con la schiena e la parte superiore della faccia grige e il resto del corpo bianco. La cricetina lo fissava curiosa e con aria adorabile. “Lei è Topfen” dissero Elizabeth Ionic e suo zio all’unisono. Sandikov pensò e poi indicò il criceto tutto grigio, “fuoi Erdapfel, fighliolen?” gli chiese lo zio, ma il criceto grigio voltò le spalle a Sandikov, che rimase deluso. “Emh…come si chiama il criceto arancione?” chiese timidamente all’affascinante cugina di Elizabeth Ionic. “Kvello? Non afere ankoren un nomen!” esclamò la cugina. “Prendo lui!” esclamò Sandikov e avvicinò la sua mano alla gabbietta. Il criceto fece un salto sulle due mani a coppetta di Sandikov e poi fece un salto sulla testa del ragazzo e iniziò a rotolarsi sui suoi capelli. Sandikov lo guardò felice e anche Elizabeth, sua cugina e suo zio sorrisero. “Mi rakkomanden, un pel nomen!” precisò lo zio ed Elizabeth e sua cugina scossero la testa. Sandikov pensò un po’ sul nome da scegliere… “Nibelungo…naaah…troppo nibe…LUNGO…mmmm…” “AUFHEBUNG!!!!” esclamò lo zio “perché kfesto tvo amiken penza ad alten foce?” ma Elizabeth Ionic lo fulminò con lo sguardo. In quel momento Sandikov si illuminò…”Trovato!!! Lo chiamerò Hegel!” esclamò felice, con il criceto ancora sulla testa. Allora, il criceto Hegel scese sulla spalla sinistra di Sandikov e i due si guardarono con aria complice e si diedero le nocche del pugno (molto delicatamente ovviamente) in segno di amicizia! Poi Hegel andò a trovare casa nella tasca destra dei pantaloncini corti di Sandikov e rimase lì con la testa di fuori, contento. “Danke Schön, ragazzi!” disse Sandikov abbracciando i tre, che ricambiarono l’abbraccio. Sciolto l’abbraccio, Elizabeth Ionic gli disse: “Sapevo che volevi un criceto, e i miei zii avevano appena ricevuto questi tre cuccioli!” Sandikov allora fece un mega sorriso a trentadue denti e iniziò a sghignazzare dispettoso, rivolto ad Elizabeth: “Grazie, cricetina mia!” “Che cavolo dici?” iniziò a ridere sotto i baffi la sua migliore amica. Poi, i quattro (e il criceto Hegel) scoppiarono a rotolarsi a terra con le lacrime agli occhi per l’imbarazzante ma spassosa battuta di Sandikov.

Intanto, in un tempo indefinito del 2011, il tempo stava per ricomporsi sotto i piedi dei nostri eroi…ma andava lento, come lo scaricamento di un file con l’internet degli anni ’90. “C-cricetina mia” scoppiò a ridere Sandikov in faccia alla signorina Ionic. Lei inizialmente impassibile, scoppiò a ridere fino alle lacrime, mentre Mindy, Takao, Pecan e Midori li guardarono come se fossero fuori di testa. “Llenos de nonsense…” scosse la testa Mindy, sospirando tra sé e sé. “Ma questa battuta l’avete fatta anche in Giappone!” disse Takao. “Credo che non siamo gli unici ad aver assistito a quell’evento…” disse Pecan guardando…verso il pubblico (quello a casa con questo libro tra le mani!) pensando a quando la signorina Ionic e Sandikov fossero scoppiati a ridere per quella battuta anche nel 2006 dall’altra parte del mondo, al Goryokaku di Hakodate. “Bien, amigos!” esclamò Mindy. “Qui fuori il puzzle si ricompone, pero mi cabeza… va per conto suo…” sospirò di nuovo Mindy. Il pavimento stava per riacquistare la sua forma di prima, però… Sandikov in quel momento sospirò e lui e Midori si abbracciarono forte. “Hai ragione, nipotonzola!” esclamò Sandikov rivolto alla sua nipotina adottiva. “Anche gli animaletti domestici fanno parte della famiglia…” In quel momento, però, come spesso succedeva tra lui e Mindy, quest’ultima si intristì per due secondi. “Dai!” la esortò Sandikov sorridendole (che aveva sciolto l’abbraccio con Midori) e Mindy sorrise di rimando. “Con Hegel ho passato dieci anni fantastici…” continuò Sandikov guardando verso il soffitto del teatro… era come se il fantasma del suo batuffolo cricetoso fosse lì con loro. “In ogni caso, nosotros somos una grande familia!” esclamò in tono calmo Mindy, guardando i suoi amici, che annuirono. “Puff!! Dovremmo dirlo sotto un cielo stellato!” esclamò Takao. “Midori, forse è il caso che Sandikov ti racconti un altro aneddoto…” continuò la prof. Ionic vedendo la lentezza con cui l’ambiente circostante riprendeva forma…. “ Ma quanti GIGABYTE pesa questa città?” esclamò spazientito Pecan e Takao, Mindy e la prof. Ionic lo guardarono con aria curiosa. “Dai, abbiamo tempo!” esclamò Sandikov allegrone, e iniziò con il secondo anneddoto, e Midori si avvicinò a lui per ascoltarlo, e appoggiò la testa su di lui.

Ritorniamo insieme a Sandikov al 6 giugno 1991… quel giorno erano ormai le sette e mezza di pomeriggio inoltrate, quindi tutti e cinque i Curiosi del Tempo salirono sulla macchina di Pecan, iniziando a salutare la grande famiglia austriaca di Elizabeth. Vicino al guidatore Pecan si sedette Takao (che dato che era alto solo 60 cm era seduto su un seggiolino per bambini piccoli), e dietro Pecan era seduta Mindy, in mezzo Elizabeth Ionic e dietro Takao c’era Sandikov. Mentre Pecan guidava, gli altri quattro continuavano a salutare la famiglia carinziana (che ricambiava allegra, salutando a sua volta) finché non furono scomparsi dall’orizzonte. Pecan prese l’autostrada che li avrebbe riportati a Naonian City (che era tra Friuli e Veneto), e un’ora dopo, dopo i controlli doganali (l’Austria sarebbe entrata nell’Unione Europea soltanto quattro anni dopo, nel 1995) sbucarono in Friuli, Italia… nel cuore delle verdi Alpi di Travisio. Arrivati all’autogrill di Fella Est (poco dopo Tarvisio e prima di Tolmezzo), Pecan entrò nel parcheggio e i suoi quattro amici scesero… “Non si sbatte la porta, Mona-san!” sospirò spazientito Pecan verso Takao, che era sceso con un salto dalla macchina e aveva occhi solo per l’autogrill.

Dopo che tutti e cinque i Curiosi del Tempo furono entrati nell’autogrill, la ormai ancora per poco 25enne Elizabeth Ionic e Sandikov si sedettero a un tavolo che dava sulla finestra del parcheggio (e dunque sull’autostrada) con due tramezzini ai gamberi e funghi e iniziarono a mangiarli di gusto, insieme al piccolo Hegel che era salito sul tavolo e prendeva dei pezzettini che gli davano a turno sia Sandikov che Elizabeth. Intanto, Pecan stava osservando insieme a Mindy e a Takao gli oggetti in vendita all’autogrill… “Che senso ha questo?” chiese Mindy vedendo Pecan ipnotizzato da un canotto appeso a forma di pastore tedesco. “NON LO SO, MA LO VOGLIO!!!” esclamò Pecan con gli occhi che brillavano e prendendo una scatola con dentro il canotto, mentre Takao sghignazzava sotto i baffi e Mindy si era data una pacca con la mano destra sulla fronte, sconsolata.

Takao, Pecan e Mindy se ne uscirono dall’autogrill con l’acquisto di Pecan… il sole era ormai tramontato da poco, ma Sandikov ed Elizabeth erano ancora seduti al tavolino a rilassarsi…quando videro una coppietta della loro età insieme a un dolce cagnolino dalle orecchie pendenti. La coppietta però stava litigando. “Non può funzionare, Ermenegilda!” esclamò il ragazzo. La ragazza disse trattenendo le lacrime agli occhi: “S-sigfrido!” Elizabeth Ionic, Sandikov ed Hegel li fissavano preoccupati. Poi, la ragazza esplose in faccia al suo moroso: “SEI IL MIO CUCCIOLO DA DUE SETTIMANE, MA SE MI LASCI… SEI PROPRIO… UN….” E prese il cagnolino da terra e glielo avvicinò alla faccia (il cagnolino fece una faccia curiosa): “CANE!!!” urlò la ragazza, e con il cagnolino se ne uscì dall’autogrill e salì in macchina e partì… e niente, Sandikov, Hegel ed Elizabeth continuavano ad seguire la scena con gli occhi… poco dopo uscì anche il suo moroso…e vedendo che non c’era più la macchina della fidanzata, si infuriò e iniziò a correre via.

Sandikov ed Elizabeth Ionic si guardarono negli occhi e scoppiarono a ridere, e anche Hegel si rotolò dalle risate sul tavolino. Poi, asciugatisi le lacrime dalla risate, i due batterono il pugno ed esclamarono, gridando: “BOOM BITCH!” “Boom bitch!” esclamò poi allegro il criceto Hegel, e…beh…l’espressione sulle facce di Sandikov ed Elizabeth diceva tutto! Però là fuori, mentre Pecan apriva il cofano della sua macchina per mettere dentro la scatola del canotto gonfiabile, Mindy e Takao avevano la faccia appiccicata al vetro della finestra e guardavano con aria spazientita Elizabeth e Sandikov. Quest’ultimo si mise Hegel in tasca e insieme i due uscirono fuori e recuperati Mindy e Takao, salirono sulla macchina di Pecan nelle posizioni in cui si erano messi prima. “Vi farò una sorpresa!” esclamò Pecan al resto della sua gang, e si mise a guidare fino alla cima di una montagna lì nelle vicinanze.

Dopo qualche tornante, i Curiosi del Tempo arrivarono sopra la montagna e scesero dalla macchina correndo, e si misero a guardare con il naso in su le stelle. Il cielo era buio pesto ma le stelle brillavano un sacco. “Ay, qué lindas estrellas!” esclamò Mindy. “A chi lo dici!” esclamarono i tre maschi, guardando anche loro le stelle (anzi, quattro maschi, c’era anche Hegel, la nuova mascotte di Sandikov, che era dentro la sua tasca!) Elizabeth Ionic guardò invece le stelle sorridendo flemmatica. Poi Mindy si rivolse agli altri: “Saben? La mujer de mi primo está embarazada…” Takao sogghignò: “Beh, questo lo sappiamo già!” “Sì, pero non vi ho todavía detto che la hija de Richard va a nacer muy presto!” esclamò Mindy felice. Gli altri Curiosi del Tempo le sorrisero. “Quando di preciso?” le chiesero a una voce sola i suoi quattro amici, con fare curioso. “Creo a metà luglio!” esclamò Mindy felice. “Faremo il possibile” disse Pecan gasato “per esserci” continuò Takao “tutti!!!” finirono a una sola voce Elizabeth Ionic e Sandikov. “Gracias, mi gente!!!” sorrise Mindy quasi commossa e i suoi amici (che si erano disposti attorno a lei stile cerchio, Pecan e Takao alla sua destra -nostra sinistra, mentre Sandikov ed Elizabeth Ionic alla sua sinistra -nostra destra) ricambiarono il sorriso. Poi Takao si distese in un sol colpo di schiena sull’erba fresca, e gli altri suoi amici lo seguirono distendendosi tutti e quattro (più Hegel nella tasca di Sandikov) di schiena, con la faccia rivolta a guardare le stelle…che brillavano alte nel cielo… Takao era in mezzo, e ai suoi lati c’erano Mindy e Pecan da una parte, e Sandikov (con Hegel che usava la tasca come lettino comodo, e anche lui guardava le stelle) ed Elizabeth Ionic dall’altra.

“Sapete, omae-tachi?” chiese Takao con il naso puntato verso le costellazioni in cielo. “Cosa?” dissero gli altri suoi quattro amici all’unisono. “Ore-sama, cioè io, penso che tra quelle stelle nel cielo di sicuro ci sono cinque altri viaggiatori del tempo del passato che ci guardano e proteggono da lassù!” esclamò Takao sorridendo e Pecan gli rispose: “Magari quello che pensa a te cavalca la costellazione del toro!” Takao annuì: “E il tuo cavalcherà di sicuro quella dei pesci!” Poi si rivolse a Mindy: “Ma il 19 febbraio è acquario o pesci?” “Qué importa? La mia protettrice cavalcherà la constelación que le gusta más a seconda del día!” sorrise Mindy sghignazzando. Sandikov si rotolò un attimo a pancia in giù: “Beh, allora nei giorni pari cavalcherà quella dell’acquario…” e poi si rimise a pancia in sù ed Elizabeth Ionic (che si era messa a pancia in giù non appena lui si era rimesso a pancia in su) disse a Mindy: “E nei giorni dispari, quella dei pesci!” Poi, anche Elizabeth si rimise a pancia in su, ma con le braccia incrociate sotto la testa. “Ci sta!” annuì Mindy: “e i vostri protettori scavalcano la costellazione dei gemelli e del cancro, vero?” “Sì, ma fanno a turno e se le scambiano!” sghignazzò Sandikov rotolandosi sull’erba, mentre Elizabeth Ionic lo osservava ridendo sotto i baffi (anzi, sotto il becco!), Mindy un po’ spazientita e Takao e Pecan trattenendo le risate. Takao si sedette: “Benón” disse, facendo il verso a Pecan, e quindi si alzò in piedi a osservare ancora il cielo. I suoi amici si alzarono dopo di lui, contemporaneamente, e rivolsero anche loro lo sguardo al cielo stellato. Takao fece un salto in alto verso la luna piena(dentro la quale si vedeva bene il “coniglio lunare”): “Quest’estate aspetta solo noi!” E con lui saltarono insieme anche gli altri suoi amici (e il criceto Hegel): “Sì!!!” gridarono gli altri in coro di spalle e a mezz’aria come Takao, e il ricordo si cristallizzò così, come in un fermo immagine alla fine di un film degli anni ottanta.

E in quel momento, nel 2011…il tempo attorno ai nostri eroi aveva ripreso a scorrere normalmente! Che giorno era? Per il momento, posso dirvi che là fuori a Naonian City era ancora inverno, ed era un pomeriggio dal cielo celeste con qualche nuvoletta che invano nascondeva il sole. E una signora dai grigi capelli stava vagando senza meta su e giù per la via dell’entrata principale del verdi. Strabuzzò gli occhi: tutta la strada era tornata alla normalità . “Ghe mestruo, ancolcaro!” esclamò lei, era proprio la signora Pecan. Sospirò a pieni polmoni, e, si sedette a gambe aperte e gonna divaricata vicino agli scalini all’entrata dell’edificio. Intanto, proprio nella hall del Teatro, l’eterno cameraman Giordano stava leggendo un SMS sul suo Blueberry del 2010: “In tutto questo pasticcio temporale… Babuin ha preparato il ragù. Capito?” “Direi, capita!” si leccò i baffi il cervello di McMeow, con le dita delle mani intrecciate e lo sguardo soddisfatto: “Mmm…”. “Mì, ma vero hanno fatto ‘shto ragù? Picciò!” esclamò l’inuit Pullara Jr. con le mani intrecciate e i suoi stretti occhi che brillavano. “Beh, avevano tempo” disse Giordano. “Io un’idea ho, picciò!” esclamò di nuovo Pullara Jr. “Io…AMO… il ragù.. e…anche…una certa…” esclamò il cervello con un’aria sognante e McMeow lo prese e lo buttò per terra: “Se non fossi mio, ti avrei già bollito in pentola!” E, proprio mentre il cervello cadde di chiappe a terra e si rimise in piedi massaggiandosi con la mano sinistra il derrière, si sentirono dei rumori: TUM-TUM-TUM. Sembravano passi ciovani! “Picciò, shtanno acchianando!” esclamò Pullara Jr. in inuit estremo come le eterne notti invernali al Circolo Polare passate a mangiare brioche con granita panna di balena e gelsi della tundra. “C-chi?” esclamarono Giordano, McMeow e il cervello voltandosi verso le scale. “Saranno picciotti, cumpà!” esclamò Pullara Jr., e, di rimando, McMeow lo fissò in cagnesco strillacchiando: “E BASTA CON STO INUIT!” Pullara Jr. si raggelò.

Il pavimento sotto i piedi dei nostri eroi era rosso splendente come la moquette, e, tornò la luce in sala, che illuminò tutti i nostri eroi e i loro .  “C-che giorno è oggi?” chiese Pecan guardandosi intorno. “San Valentino, spero…” sospirò la prof. Ionic, a braccia incrociate e testa dritta. Allora, in quel momento, Mindy scattò in piedi per prima, seguita da Pecan, dalla prof. Ionic, da Midori, e, infine da Sandikov e Takao. Qualcosa trillò nella tasca di Takao, e, il nanerottolo lo prese: era il suo TIME-R. “TIME-R RIATTIVATO!” il messaggio in verde fece illuminare gli occhi a Takao, e, subito dopo, fu seguito da una data: “SABATO 19 FEBBRAIO 2011, ORA LOCALE 14:30”. “Mindy… Christian!” esclamò Takao, saltando sulla sedia e rivolgendosi ai due gemelli, la viva e il morto vivente, e, quest’ultimo, si avvicinò, strascicante in piedi ma ancora pieno di insaccata e scozzese energia agli altri Curiosi del tempo, seguito da Zola, Bea e Nibelungo. “BUON COMPLEANNO MINDY, BUON COMPLEMORTE CHRISTIAN!” esclamarono a una voce Sandikov, Pecan, Midori, Takao, la prof. Ionic e Zola (quest’ultimo pronunciò compleannò e complemortè, ma dettaglì, mes amis!) Bea invece sorrise timidamente. “Gracias, amigos!” esclamarono a una voce i due gemelli, scambiandosi un batticinque. “Chissà dove possiamò festeggiarè!” esclamò Zola mettendosi in mezzo ai due. “Io direi…” stava per dire Sandikov saltando di gioia, ma Pecan tremò: “M-mona-san…” “Sì?” chiese Takao. “Perché il tuo Time-R è stato bloccato?” tremò Pecan, indicando il Timer-R del suo amico. Takao lucidò il Time-R con la sua manica e poi se lo rimise in tasca: “D-diciamo che… ho salvato Leo da Lauren lo scorso due febbraio!” Pecan tremò di paura, sudando freddo: “C-caspiterinindina!” PAM! Sandikov gli diede una pacca sulla schiena: “Eddai, è passato!” E, poi, si rivolse a Mindy. Erano tutti ancora fermi lì a metà della platea, e Mindy aveva la faccia a parentesi rovesciata che si ottiene premendo il tasto shift e otto sulla tastiera del computer. “C-che c’è? Dai, siamo vivi!” esclamò Sandikov con un sorrisone, ma anche la prof. Ionic era seria, come se qualcuno avesse premuto il tasto shift e il tasto con la barra | sul suo becco. “Sì, pero… cuándo haremos el espectáculo?” Una gocciolina di sudore scese su Sandikov, Takao e Midori, mentre Pecan si grattò la testa. “Dobbiamo avvertire toda la ciudad!” sospirò Mindy, mesta. “E…quindi…beh…” sorrise Sandikov e Takao gli saltò sulla spalla sinistra, illuminandosi: “Fratella, chiamiamo McMeow e lo farà lui!” Esclamò l’ometto, sbattendo il pugno destro sul palmo sinistro. Non è romantico, pampine? Come dite? Non lo è? Come vi permett…Avete ragione! “Davvero?” chiese la prof. Ionic, mentre Mindy chiese: “En serio?” Sandikov annuì, e con Takao sulle spalle, prese la sua bionda amicanemica e la sua appuntita migliore amica sottobraccio, e, seguiti dagli altri, iniziarono a dirigersi verso l’uscita: “Ma certo! Voglio dire, il primo schiumaparty della bella stagione di sicuro molti lo fanno l’otto maggio, e il picnic della festa degli Stati Disuniti d’Europa il due giugno, ma sono schiumaparty, sono picnic, e pensa a tutte le tue storie rosa, Mindy!” Mindy lo fissò, sorridendo e alzando gli occhi un attimo al cielo: pensò a Taquito Feo e Kill Me Lucia, e poi riabbassò gli occhi e sorrise: “Sì! Y so già quando lo haremos!”

Intanto, Jack, Asamoah, Codeghin, Viviana e Jack stavano scendendo a tutto…haggis al piano di sotto, Viviana sopra la schiena del rotoloso e rapido Codeghin, Jack correndo e Asamoah pure. Erano arrivati alle scale che portavano al piano terra, e Viviana sopra Codeghin avevano superato i due. “Ma c’è McMeow?!?” esclamò Jack, correndo per le scale e vedendo l’ombra in silhouette di un codino, e Asamoah lo fulminò: “Ah, guarda! Io sono amico di tutti, ma McMeow non provarci a nominarlo!” Detto questo, Asamoah scattò di fronte a Jack, superando anche Codeghin il maialone un po’ più grande della sua età e Vivi con il caschetto al vento e il sorriso in bocca, e, BOING! Nel veder passare accanto a loro Asamoah che correva rapidissimo, Pullara Jr., il cervello di McMeow, Giordano e McMeow sobbalzarono, e, non appena passarono Codeghin, con il fiatone ormai e una Viviana più rilassata, e Jack che li aveva raggiunti, i quattro rotolarono un attimo su se stessi, per poi rimettersi in posizione stabile. “TANA LIBERA TUTTI!” esclamò Asamoah con un sorrisone, appoggiando il palmo della mano sulla porta di entrata. Non appena Codeghin, Viviana (che scese giù dalle sue spalle) e Jack arrivarono alla porta, McMeow marciò verso Asamoah e lo fulminò: “Ma tornatene a casa!” Asamoah gli sorrise, e poi fissò i suoi amici: “Certo, signor McMeow! Ora torniamo tutti a casa, giusto, raga?” Jack arrossì: “Emh…io”, ma Viviana esclamò: “Venite da me! Offro la merenda! Ho crackers, gallette, marmellata, tè e miele!” Codeghin e Asamoah sorrisero, e batterono cinque. Mentre Jack balbettò: “Beh, d-divertitevi!” McMeow stava ribollendo dalla rabbia: “GRRRRRRR!!!” Pullara Jr., il cervello e Giordano fecero del loro meglio per non scoppiare a ridere. Asamoah allora diede un colpetto alla porta d’entrata, e, dall’altra parte, i Curiosi del Tempo, Bea, Nibelungo e Zola sentirono il colpetto, e Mindy e Sandikov aprirono la porta. “CONSEGNA!” esclamò Asamoah, a mani vuote. Midori allora si illuminò da cima a fondo: “Ragaaaa!” esclamò, e abbracciò Asamoah, lanciandogli le braccia al collo. “Mi hai consegnato…un abbraccio!” esclamò Asamoah, ricambiando l’abbraccio. Poi, Viviana disse: “Vieni qui, oh, imperatrice suprema!” Sghignazzò, e Midori, ridacchiando, corse ad abbracciarla. Le due ragazze si abbracciarono strette, e poi Midori abbracciò anche Codeghin, rischiando di scivolare dalla sua panza non appena sciolse l’abbraccio, ma, per fortuna, atterrò come una galante imperatrice dai capelli color Giorgetto il Cespuglietto qual era. E poi, la ragazza saltò in braccio a Jack e gli diede un bacio sulla guancia destra, proprio quasi sulle labbra. “Ridomi… l’aragosta del potere non ha potuto aiutarti!” arrossì Jack, mentre Midori, con le braccia sul collo, gli sorrise sottile. Midori scese a terra, Jack ancora rosso come un peperone, mentre PAM! Nibelungo saltò sul soffitto lì all’uscita e si mise a camminare avanti e indietro sopra Vivi, Codeghin e Asamoah. Midori li fulminò: “Perzone fere…cosa ciera in cuel dessert?” Vivi, Codeghin e Asamoah deglutirono. “C-caffélatte!” dissero a una voce i tre, con l’indice della mano destra piegato un attimo dentro il colletto delle loro magliette. Poco dopo, Mindy e la prof. Ionic radunarono accanto a sé i ragazzi (non solo Jack, Midori, Viviana, Asamoah e Codeghin, ma anche il resto della troupe che era scesa) nonché il fattorino e Sandikov per una breve chiacchierata sul da farsi, e fu proprio allora che il cervello di McMeow si avvicinò a Takao sull’uscio che portava in platea, con dietro Giordano e McMeow, e, ancor più dietro, Pullara Jr. che aspettava a braccia incrociate e facendo tip-tap con il piede destro. “Salve, lei è Takao, vero?” chiese il cervello di McMeow avvicinandosi al “nanerottolo” e stringendoli la mano. “Sì!” esclamò Takao “e…quindi?” Il cervello di McMeow sogghignò e rispose: “E quindi…!” Nella mente del cervello di McMeow, eccoli lì, McMeow, con il boquet nella mano destra, in candido abito da sposa con qualche viril pelo sul petto e con uno strascico molto più lungo del suo codino grigio e Takao, uno sposo ciccioso come un pinguino e con un sorriso dagli occhiali alla bocca. Moglito e marito non si tenevano tuttavia per mano, ma si guardavano felici negli occhi, mentre Giordano riprendeva da dietro i due che uscivano dal municipio di Naonian City e il cervello lanciava il riso ai due futuri sposini. Il tutto, all’ora del tramonto, con un cielo color rosa in alto, viola al centro e blu in fondo. E dopo che i due novelli sposini se n’erano andati, il cervello di McMeow sarebbe andato con una rosa in bocca dalla ex-moglie di McMeow, pronto a vivere notti di fuoco con la sua nuova consorte. Takao vide che il cervello gli stava ancora stringendo la mano e se ne liberò. “Ahah, è il solito!” ridacchiò McMeow, i suoi occhi incrociarono quelli di Takao, e un doppio sorriso si librò nell’aria. Detto questo, il cervello di McMeow saltò sulla spalla di McMeow (che lo guardò storto), e cantò, sulle note degli NSYNC: “Takao, BYE BYE BYE!” Fece ciao con la manina e si tuffò dentro l’orecchio sinistro di McMeow, che riprese a sorridere, rivolto a Takao, ovviamente, oh voi dolci fangirl. “Allora…” disse Giordano a Takao, “vado a controllare lo stato dei robot e me li riprendo.” “Ok! Comunque, sì, sono tutti lì” rispose Takao come il mare in una giornata senza vento, e Giordano entrò in platea, facendo un saluto con la mano e poi estraendo il cellulare da tasca: il numero sullo schermo era DITTA AIUTOTRASPORTI McMeow.

“Picciò, ma vi muovete? Andiamo a festeggiare ‘shto compleanno di Mindy e Christian! Ho due ricette in mente!” esclamò Pullara Jr. a voce alta ma per fortuna senza caps lock, facendo cenno a McMeow e Takao di raggiungerli, e tutti uscirono fuori. Non appena furono tutti fuori dal teatro, i ragazzi (tranne Bea, Midori e Jack) se ne andarono per la loro strada, facendo “ciao a tutti” con la mano. Pecan corse da sua moglie: “Elvira!!!” esclamò, con le moschine e il sudore che svolazzavano accanto alla sua casacca. “Pecan!” esclamò la signora Pecan, anzi, Elvira, e i due, arrivati proprio al centro della piazza accanto al Teatro, si misero a baciarsi in bocca appassionatamente sotto gli occhi di Jack, che fissava Midori come uno stoccafisso, Zola che si arricciava l’orecchio destro con il dito, Bea che sorrideva intenerita e Takao pieno di orgoglio. Intanto, un po’ più dietro il fattorino, proprio mentre stava confabulando con la prof Ionic: BLUUURBBBB! Il suo stomaco gorgogliò profondamente. “Ancoldog, ma che cavolo? Ho strafame! Ma… eppure, ho mangiato come un muccalamaro!” “Se llama… trastorno temporal!” esclamò l’ormai quarantaseienne Mindy. Il fattorino si grattò la testa. “Non dovresti consumare cibo durante un viaggio nel tempo o un’alterazione del continuum spatium temporale, oh cucciolotto!” sogghignò la prof. Ionic arruffandogli i capelli e sghignazzando. Il fattorino sbuffò. “Dai, che andiamo a mangiare da Igloo Savoca!” continuò la prof. Ionic, incrociando le braccia e sorridendo a trentadue denti. Il fattorino vide il suo nemico…in codino, occhiali e capelli grigi, e indietreggiò. “Beh, in realtà, io non…” deglutì, sudando, il simpatico tuttofare del liceo. “Non hai niente da fare? Beh, ciccino puccino mio…” sogghignò la prof. Ionic tirandogli le guancie, e il fattorino sibilò: “Ancoooolbillyyyy…” “Dai, dai, vai a casa mia a controllare se MEIN TOLCEN FIGHLIOLEN ZU KUATTREN ZAMPEN Purrlk sta bene!” esclamò un po’ in tedesco la prof. Ionic dandogli una pacca sulla schiena e il fattorino sgommò via: “Ok, ancolpooooooi!” si sentì il suo grido perdersi verso l’orizzonte. Poi, Mindy e la prof. Ionic si sorrisero e batterono insieme le loro nocche del pugno destro: SIS FIST!

“Wow…” esclamò Elvira Pecan smettendo di baciare suo marito e tappandosi il naso. “U-una doccia, quando torniamo, no, eh?” esclamò di nuovo la donna, storcendo la bocca. “Beh, questa è una casacca di settim…annata!” esclamò Pecan, annusando la sua casacca con cui era vestito. Intanto, lo zombie Christian (che si reggeva del tutto in piedi), Sandikov e Pullara Jr. stavano ascoltando McMeow: “Ricordate! Del muccalamaro non si butta via niente!” esclamò, strillacchiando imperante. Gli occhi di Pullara Jr. si illuminarono: “Picciò, ma hanno aff…” “CERTO! BABUIN OLTRE A FARE IL RAGÙ HA POI SCRITTO DI AVER ANCHE AFFUMICATO LA PARTE CALAMAROSA!” strillacchiò McMeow interrompendo l’inuit italoamericano. Ma Pullara Jr. saltò, e prese sotto braccio Sandikov, dandogli una virilissima pacca sulla schiena: “Picciò! Ma allora è per ‘shta ricetta che ho scoperto vagabondando nel Rodano Alpi e in Valle d’Aoshta!” Pullara Jr. iniziò a enunciare e immaginarsi gli ingredienti: “La parte calamarosa secca, l’olio d’oliva, tre cucchiai di aceto di lamponi, due cucchiai di Brandy! E poi… picciò, mi scurdai!” L’inuit si leccò i baffi, e Sandikov, Christian e McMeow fecero lo stesso, e poi: “ECCOTI L’ULTIMO INGREDIENTE, SOCIO!!!” esclamò McMeow, porgendo a Pullara Jr. la mappa della contea inglese del Worcestershire e Pullara Jr. saltò di gioia.

In my mind/ You will always find/ Many pictures of you and me

E così i sei Curiosi del tempo principali, con Bea, Christian, Zola, Jack, Nibelungo, Elvira Pecan, McMeow e Pullara Jr. si sedettero a una gran tavolata alla Rosticceria IGLOO SAVOCA vicino agli studi di Canale 313-Naonian TV. “Rieccomi!” esclamò l’uomo con l’eterna videocamera sul viso, ovvero Giordano, entrando nell’edificio e sedendosi alla grande e verticale tavolata dove quasi tutti i presenti sovracitati, stavano consumando con gusto il lauto pasto, ovvero la parte calamarosa affumicata e cucinata alla franco-valdostana. Quasi tutti, perché Nibelungo mangiava la sua fetta questa volta sul soffitto, mentre Sandikov e Pullara Jr. avevano finito le loro porzioni ed erano andati dietro nelle cucine. Sandikov si era fatto uno chignon e messo sopra la cuffia trasparente, mentre Pullara Jr. si era tolto il copricapo. I due stavano mettendo dei piselli e del ragù della parte bovina del muccalamaro dentro delle palle di riso oppure dei triangoli di riso, pronti a friggerli uno alla volta in una padella con caldo olio d’arachidi. Esatto, delle… “Allora, Alfred Joe, cos’hai imparato in questa avventura?” sorrise Sandikov mettendo una rotonda palla di riso nella padella e iniziando la frittura. “E LO VUOI SAPERE?” rispose Pullara Jr., e non appena i due ebbero finito di friggere le dorate e arancioni palle e piramidi di riso e li ebbero mesi su della carta da forno sopra un vassoietto. Sandikov sorrise: “Dimmi, ho tempo!” “Eh vabbé, arancino è a punta, arancina è rotonda! Mi scuso se qualche settimana fa vi ho detto una babbaria!” si illuminò Pullara Jr., gesticolando ampiamente. “Giusto!” gli sorrise Sandikov, facendogli l’ok con il pollice destro. “E…niente ci fa!” gli sorrise di nuovo Sandikov, dando una pacca sulla schiena dell’inuit. “Sono contento che quest’avventura abbia una morale e uno scopo educativo!” continuò Sandikov con un veloce occhiolino. Dunque, lui e Pullara Jr, con gli arancini sul vassoietto, uscirono, pronti a servirli.

Zola e Mindy erano seduti l’uno accanto all’altra, e il primo addentò l’arancina, mentre Mindy addentò il suo arancino a base in su e a punta in giù: glielo aveva servito così Pullara Jr. nella migliore tradizione degli inuit dell’Alaska Orientale. Zola dopo aver trangugiato il primo boccone, chiese a Mindy: “Alors Madame, sono davverò curiosò di scoprire les chansons che ci sarannò nello spettacolò! Quelle di Édith Piaf? Carlà Brunì? Dalida?” esclamò il cane radioattivo, e Mindy, fece un sorrisetto: “Para saberlo, attendi hasta…”

Mindy non ci aveva ancora svelato la data dello spettacolo, quindi sarà compito di…McMeow! Anzi, prima di andare da McMeow, sappiate che quella sera Sandikov, Mindy, Takao, la prof. Ionic, Midori, Jack, Zola e Christian si trattennero fuori un po’ di più con Pullara Jr. Giordano gli aveva chiesto di tirare fuori, anzi, di uscire, la sua videocamera e di aiutarlo con le riprese e le foto. Infatti, andarono al Teatro Verdi per un sopralluogo, e, per mettere gli oggetti di scena che erano rimasti dietro lo schermo del palco, un po’ dietro la quinta di destra, un po’ dietro la quinta di sinistra. Infine, Zola posò la tuppagliosa (termine inuitaliano) spada giocattolo nel contenitore da cui era venuta: voilà, anche questa era fatta!

“ATMOSFERA DI CASA CON WEEGE MCMEOW! Puoi guardarlo anche se non sei una pensionata… mmm… pensionate… RRRROAR, yeah, nonnine!” “EDIZIONE STRAORDINARIA!” era Weege McMeow dal suo studio. “A causa di un problema causato da Dolcina e gli Arlecchini cuoricini, il tempo ha subito delle gravi distorsioni nell’area di Naonian City e dintorni! Pertanto, iniziamo con la notizia principale. Prima di avere le prof Hernández, Ionic, il prof. Pecan e i loro AMATI! soci in studio per maggiori dettagli sul combattimento, vi comunichiamo un appuntamento I-M-P-E-R-D-I-B-I-L-E! Domani, domenica 20 febbraio 2011, gratis e aperto a tutta la cittadinanza, lo spettacolo di SAN VALENTINO della scuola superiore NaonHigh! Dunque, non mancate, inizia alle 14 e 30 al Teatro Verdi! Io e Giordano ci saremo!” Questa notizia risuonò in varie case della città. In primo luogo a casa dei coniugi Pecan. Mentre Bea stava giocando con Nibelungo e lo scoiattolino di peluche sulla poltrona rossa vicino all’entrata, la signora Pecan stava guardando il telegiornale in cucina, mentre Leo era accovacciato sotto il tavolo con gli occhi fissi in TV. Non appena la signora Pecan iniziò a servire la polenta con i funghi in tavola, arrivò suo marito. Un profumo di doccia e casacca uguale a quella prima ma pulita si diffuse nell’aria, volavano persino le farfalline come nella pubblicità: “Beh, mi sono lavato! Vieni allo spettacolo con me?” esclamò Pecan saltando felice e prendendo con la mano la polenta e addentandola polenta in un sol boccone. Sua moglie Elvira sprofondò nella sedia, e, con le nocche della mano sinistra sulla rispettiva guancia, sospirò: “Le mie ovaieeeeee…” Il TG lo stavano guardando anche il Pastore ghanese Abedì, sulla sua sedia di pelle fina e lingotti d’oro, nell’albo salotto della sua villa bianca e dorata circondata da alte mura nella zona residenziale più ricca di Naonian City. Slavkova, nel suo appartamentino nelle alte Torri di Naonian City, sopra la Gelateria EskiMeow, stava sempre guardando McMeow annunciare la notizia dello spettacolo, sulla sua bella TV appoggiata a un tovagliolo di pizzo ricamato, e, con sopra di essa, un altro bel tovagliolo di pizzo ricamato. L’ormai anziana oca antropomorfa non era sola, c’erano anche degli ormai cinquantacinquenni Faccia di Vetro e Faccia di Coltello, seduti nelle poltrone ai lati della sua, e, sopra le poltrone dei due poliziotti della scientifica, c’erano rispettivamente Najlepsza e Niegazowana, che, essendo gatti radioattivi, avevano una speranza di vita parecchio lunga (minimo trecento anni, ma i due al momento ne avevano entrambi una cinquantina). Najlepsza e Niegazowana avevano gli occhi che sparavano laser radioattivi come al solito, mentre i loro tre padroni, stavano cenando con delle strisce di formaggio di pecora slovacco. Anche il fattorino e Purrlk, seduti sul divano, stavano guardando la TV che inondava di luce il buio salottino dell’appartamentino della prof. Ionic. Purrlk si era seduto sul divano, e si stava leccando la pancia e le parti intime (che in questa storia non possiamo nominare in quanto adatta anche ai minorenni), mentre il fattorino era stravaccato a gambe aperte, respiro sbuffante e pesante, nonché telecomando in mano e si era appoggiato al cuscino-waifu messo lì bello bello in verticale, e, con il disegno lì sopra sotto la schiena del nostro fattorino tuttofare. Anche il gallo con guanto, nello sgabuzzino di Partylandia, aveva acceso la tv e stava seguendo le notizie, illuminandosi in viso, con i movimenti quasi meccanici del suo becco. E cosa dire di Asamoah, Viviana e Codeghin? Erano seduti sul divano nell’appartamento di Viviana, con le luci spente, dei cracker e dei pop-corn, tre tazze di tè bollenti e Weege che annunciava il loro spettacolo. “Merda…” esclamò Asamoah, sorridendo “Merda!” esclamò Vivi, accavallando le gambe. “Merda” esclamò Codeghin scivolando giù dal divano, e, in quel momento, tre ombre entrarono dalla porta di dietro: quella di una bambina, e quella di un uomo e una donna. “Cara, veniamo anche io, tua sorella e papà!” si sentì la voce della madre, che accese le luci, e Vivi, Asamoah e Codeghin corsero dai tre.

Domenica 20 febbraio 2011, dieci di mattina.

Fuori dal teatro Verdi il cielo era grigiolino e stava piovigginando in maniera quasi impercettibile, e Mindy arrivò correndo dietro l’entrata secondaria per artisti. “Eccoti, fratella!” esclamò Sandikov, da sotto le scale, abbracciandola. “Grrrr…ahora no!” esclamò Mindy, respingendo l’abbraccio, e dirigendosi verso le scale dell’entrata secondaria. “Dai, mi raccomando! Sii, ottimista!” esclamò Sandikov a braccia allargate verso l’alto, sentendo la leggera pioggia sulla sua pelle. Mindy lo fissò, era ormai a un passò dalla porta: “Lleno de nons…” Sandikov salì le scale: “Eddai, Mindy! Posso capire per tua nipote, ma sua nonna Rita che è per te, un genitore?” Mindy lo fulminò: “Alex!” E così, Mindy spinse la porta ed entrò, e Sandikov la seguì. E, in quel momento, iniziò a piovere a dirotto… BROOOM! Un lampo squarciò il cielo, che diventò improvvisamente color indaco.

Erano ormai le due e quindici di pomeriggio, e, i ragazzi, Nibelungo, il fattorino tuttofare, Sandikov e Takao, erano dietro le quinte a farsi fare delle foto e delle riprese da Pullara Jr. e da Giordano. Dopo che il rasta si era fatto fare una foto insieme a Midori, Viviana, Asamoah e, in mezzo a loro, l’imponente Codeghin che faceva “viva”, tutti i ragazzi si fecero fare: “Foto di gruppo!” esclamò Giordano, facendo un cenno a loro di avvicinarsi, e anche Sandikov e Takao li seguirono. “Merda adesso?” esclamò Sandikov con un sorrisone. “Picciò, ma vero dite merda? PURE NOI INUITTE LO DICIAMO PRIMA DEGLI SHPETTACOLI!” esclamò Pullara Jr. attivando il bloc maiusc che c’era in lui. “Ovvio!” gli sorrise Viviana. “Bene, bene” esclamò Giordano, mettendo dritta la videocamera che come sempre gli copriva la faccia. “E, sapete vero da dove viene questo modo di dire?” continuò kvel tizien ciallen mit fideokameren. Rosy la sinonaoniana si spinse davanti a Midori e a Viviana, e disse: “Semplice! Più cavalli c’erano, più regalini c’erano, più lo spettacolo aveva successo!” Concluse la ragazza in carne, sorridendo. Giordano le sorrise e le fece il gesto dell’okay insieme agli altri ragazzi, Takao, Sandikov e Nibelungo, e lei ricambiò. Pullara Jr. si incappissiloccò, e, agitò le mani in aria: “È BRAVA LA RAGAZZA!!!” La sinonaoniana si mise le mani davanti al viso, e il suo amico rasta le diede una pacca sulla spalla. Gli altri stavano per scoppiare a ridere, quando, arrivarono Mindy e la prof. Ionic da dietro: erano vestite benissimo, tutti i ragazzi maschi, il fattorino, Giordano e Pullara Junior le osservarono a bocca aperta e sbavando. Sandikov e Takao, insieme alle ragazze e all’animaletto nibelungico, invece, sorrisero e basta. Mindy, aveva sempre la coda di cavallo, ma il fiocco, aveva i colori della bandiera venezuelana (giallo, blu e rosso). Indossava un lungo vestito bianco con gonna e con i colori della bandiera venezuelana ripetuti all’altezza del merletto sul collo, sulla vita, e verso la parte finale della gonna. Inoltre, aveva dei sandali e si era truccata con il mascara che le faceva risaltare gli occhi, con un po’ di matita nera e aveva messo del rossetto di un rosa molto delicato. La prof. Ionic invece era vestita con un maglia nera, da cui sotto spuntava una maglia bianca e la cravatta nera, indossava inoltre dei pantaloni molto attillati, sempre neri, e dei tacchi neri e alti: questo perché, nonostante lei fosse un’ aquila antropomorfa, aveva dei bianchi piedi umani. È proprio per questo motivo che Elizabeth Ionic indossava sempre le scarpe. Inoltre, si era messa del trucco di matita nero sulla parte superiore degli occhi e il mascara le faceva risaltare le ciglia già prominenti. “Chicos, llegò el momento!” esclamò Mindy, e tutti, anche il fattorino, Nibelungo, Pullara Jr. e Giordano, si misero in cerchio e misero le loro mani destre tutte sopra quella di Mindy, finché la prof Ionic fu l’ultima a mettere la mano sopra quella di tutti gli altri. “MERDA, MERDA, MERDA, MEEEEEERDAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!” urlarono tutti a squarciagola, alzando le mani al cielo tutti insieme. E, finalmente, la prof. Ionic e Mindy, seguite da Pullara Junior e Giordano uscirono dalle quinte: mancavano cinque minuti all’inizio dello spettacolo, e le luci in sala si spensero. Pullara Jr. e Giordano andarono a sedersi in prima fila, a sinistra. Proprio accanto a Zola, alla signora Pecan, a suo marito e a McMeow. Christian, da bravo zombie qual era, si era nascosto sotto la sedia del suo socio Zola: solo le braccia e la testa di Christian spuntavano, il resto, era sotto la moquette. Pullara Jr. appoggiò la sua videocamera accesa su un treppiede mentre Giordano si mise a inquadrare le due donne davanti alle rosse tende del palco. Fu allora che Mindy e la prof. Ionic si misero a parlare, entrambe avevano un microfono in mano. “Buon pomeriggio a tutti” incominciò la prof. Ionic, a testa bassa prima, e poi, a testa alta. “Innanzitutto, vi ringraziamo della pazienza, e di averci aspettato finora” continuò Mindy, sorridendo al pubblico. “Vi parleremo dunque dello spettacolo che abbiamo preparato con i nostri alunni” esclamò la prof. Ionic. “Prima di tutto, però, i nostri ringraziamenti vanno a Giordano di Canale 313- Naonian TV, nonché al nostro nuovo amico, l’inuit Pullara Jr.” esclamò Mindy, e, dalla platea, Giordano sorrise, mentre a McMeow tremarono i polsi e il viso divenne rossastro. Pullara Jr. guardò Mindy con gli occhi che gli brillavano. La prof. Ionic si schiarì la voce: “Dunque, questo spettacolo è diviso in tre parti.” “Inizieremo con un fatto triste” esclamò Mindy e il silenzio sul pubblico fu tombale. Poi, la donna riprese a parlare: “Nonostante questo, come dice sempre un nostro a…a…” “Amico” continuò la prof. Ionic, e Mindy sorrise: “Passeremo a una seconda parte più allegra, ispirata alle telenovelas, soprattutto a L’universo di Crabby dove appare Taquito Feo e…a una telenovela nostrana ma girata a molte ore d’aereo da qui!” Mindy finì, sogghignante, e la prof. Ionic sorrise e annunciò: “E, infine, ci sarà una bella sorpresa per tutti.” Il pubblico in sala applaudì, e le due donne fecero un leggerissimo inchino con la testa e andarono dietro le quinte.

Fu allora che lo spettacolo iniziò, con la canzone Crimes of Passion dei Bamble B, cantata da Midori al centro, e con Viviana e Asamoah che ballavano ai suoi lati come i ballerini del Circofestival. Midori indossava una bella felpa rosa con i pon pon e dei pantaloncini jeans morbidi e corti… sì, diciamo che era vestita elegante come sempre, no? Finito il balletto iniziale, iniziò poi l’omaggio a L’universo di Crabby, anzi, Taquito Feo! Prima con le Gasolinas contro le Divinas, poi il tango con i vocabolari, seguito dall’annuncio della dolce attesa di Taquito Feo, seguita dal parto e dal conseguente lancio da dietro le quinte di pop corn polimerici, non solo sul palco, anzi, anche sul pubblico! “QUI IN PLATEA, CI ESPLODE IL CERVELLO!” strillacchiò McMeow alzandosi in piedi e in tutta risposta ottenne un riecheggiante “Mujajajaja” di Mindy! E finalmente, dopo la canzone Baciami Kiss me with Love degli Alveari, arrivò il momento che tutti gli abitanti del pianeta terra stavano aspettando. “CONSEGNA!” esclamò tutto d’un pezzo il riecheggiante postino Asamoah, riconsegnando Nibelungo a Taquito Feo. “EVVAIIII!” esclamarono tutti gli altri presenti in scena, saltando insieme. E così lo spettacolo andò avanti, liscio come l’olio finché, le luci si spensero per un attimo, e in scena rimasero solo Mindy e sua nipote Midori.

Midori si avvicinò, ondeggiante e sinuosa, al pubblico, con il microfono in mano. Si passò la mano tra i capelli e si mise in una posa seducente: “Ho una domanda da farvi, pubblico!” Fece un respiro e poi, sentendo l’elettricità nell’aria in platea,. Midori allora chiese, cantando: “Do you believe in love?” Il pubblico rimase seduto ed esclamò, cantando: “We do believe in love!” E quando intendo il pubblico, intendo persino Zola! Ma vi rendete conto, oh pampini? Mindy, prendi nota e canta anche tu in inglese, dai! L’atmosfera si stava però scaldando e Midori, con un salto, urlò, femminilmente, a squarciagola: “Forza, Naonian City! Do you believe in love?” Il pubblico, alzandosi dalle sedie, cantò a squarciagola: “YES, WE BELIEVE IN LOVE!”

Sua zia Mindy accorse vicino alla nipote e sollevò le mani in aria, saltando a ritmo, e gridò: Manos arriba mi gente!

L’atmosfera si stava scaldando e anche le gote di Midori, che era al limitare del palco e arrossì a pensare ai boccoli di Prezioso. Midori allora fece un salto e gridò nel microfono:

 “Giorgio Prezioso, lo scratch è husbandoso….” Nella faccia del pubblico e di Mindy apparve un grosso punto interrogativo. Midori allora arrossì, e subito esclamò: “cioè nervoso, volevo dire NERVOSO!” E, lanciando un bacio al pubblico, voltò le spalle e subito andò dietro le quinte. E fu in quel momento che il TUNZ TUNZ, insomma, 

il ritmo tamarro di In My Mind si diffuse sempre più a palla nell’aria e immediatamente il teatro Verdi si trasformò nella versione all’interno della sala da ballo della sagra della polenta e osei! Tutti iniziarono a ballare, anche Christian, battendo le mani a tempo e ondeggiando la testa, facendo capolino da sotto la moquette. Persino Zola iniziò a ballare, saltando in piedi sulla sedia, e McMeow, Giordano e Pullara Jr. lo seguirono, alzandosi in piedi e iniziando a ballare. “Guarda Weege, come il 19 dicembre del 2003!” esclamò, con un sorriso, Giordano che si era alzato dalla sedia e ballava e filmava, però, in perfetto equilibrio. Persino il cervello di McMeow si era messo a ballare e alzato in piedi, rimanendo comunque dentro la scatola cranica del giornalista, e lì dentro, nello spazio rimanente, aveva messo pure un microscopico lettore CD portatile del 2003, attaccato a una spina attaccata a una presa dell’elettricità (non facciamoci troppe domande su quel cervello, va bene?)!

Nella parte anteriore della platea anche l’anziana Slavkova, e i suoi due soci Faccia di Coltello e Faccia di Vetro, che erano lì di guardia all’entrata, si misero a ballare, il tutto mentre Najlepsza e Niegazowana, seduti sopra le teste dei due poliziotti, fissavano il palco con i loro occhi dai laser brillanti e oscillavano la loro coda seguendo il ritmo sempre più incalzante della musica.

In quel momento, le ovaie in menopausa di Elvira Pecan smisero di girare attorno al sole a 365 km al nanosecondo e il suo viso si illuminò, con un sorriso da gota a gota. Mindy fece un cenno a Pecan marito di salire sul palco, e lui, in casacca da cestista e ossa, salì sul palco con una partenza diretta. Elvira si alzò dunque in piedi e si mise a ballare anche lei, battendo le sue chiappe con quelle di Zola.

Anche il pastore ghanese Abedì iniziò a danzare, muovendo le mani ritmicamente in cielo e saltando come una molla! Intanto, il gallo con guanto di Partylandia faceva la OLA con le braccia alzate, avanti e indietro! La nonna bulldog e il suo poponcioso nipotino stavano pure ballando tenendosi per entrambe le mani, dal balconcino del terzo piano! Sempre con il potere dell’italodance in sottofondo, il buio calò immediatamente in scena, e…poco dopo, apparve una casetta con il solito divano di cartone e una porta con citofono, nonché una strada tutta libera!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

Riecco, dunque, i versi di prima, cantati dai ragazzi e dai prof ai lati del palco, con tanto di traccia di sottofondo cantata da parte di ViviCome erano disposti i ragazzi, dunque? Asamoah e Codeghin, i gemelli e l’emo erano sul lato destro visto dalla platea, quindi sinistro sul palco, mentre Bea, la sinonaoniana e il rasta erano sul lato sinistro dalla platea, quindi destro sul palco. Alcuni ragazzi che cantavano dal vivo, altri ne approfittavano del playback. Inoltre, insieme a loro cantavano anche a Pecan, la prof. Ionic sul lato destro e Mindy, quest’ultima in rigoroso playback, sul lato sinistro! Apparve la casa dove si trovavanoVivi e Midori. Tale casa era rappresentata da un semplice uscio di cartone con accanto un citofono. Insomma, un altro oggetto di scena che i ragazzi avevano costruito, assieme a Sandikov, nei pochi tempi morti negli ultimi giorni di prova all’ex Fiera!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

Il magico potere del playback accompagnava Jack el Supermacho, che era in casa con le sue due amanti e si era un attimo seduto sul famoso divano di cartone. Il diciassettenne aveva trovato una scatola con varie cianfrusaglie, tra cui, alcuni libri.

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

Detto questo, Jack poi abbracciò Vivi. Sciolto l’abbraccio con la sua donna, egli trovò un curioso e bianco pupazzo all’uncinetto… Nibelungo! Ah, ecco dove Neil aveva usato quel pupazzo all’uncinetto nel suo attacco d’art…beh, torniamo alla storia, che ne dite, pampini?

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

Dopo una breve ispezione dell’oggetto, ecco che Jack si mise a litigare (rissa, rissa, rissa!) con la sua Midori dall’acconciatura perfetta e dal sudore drammatico,

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e, nella rabbia, lo spilungone tartufato buttò a terra l’amigurumi di Nibelungo.

Oh sweet embrace in another place we will love

Jack, quindi, uscì dalla porta e andò a farsi una bella camminatina seguendo il truzzo ritmo e aprendo la bocca per affidarsi al playback ex machina.

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Si avvicinò il muso celeste di un’auto cartonata con una targa di plastica “NAONSCIRR’ LD 0214 NS” attaccata, come direbbero gli inuit, con la sputazza.

Oh sweet embrace in another place we will love

Solo che, non stava camminando per Bergamo come Marvin nel video di In my Mind, bensì in una città a tre ore di macchina da lì, e in un altro stato: Naonian City! Anzi, sul palco del teatro cittadino, dove era circondato dagli altri!

Si diffuse nell’aria una versione interamente strumentale del coro DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE!/ DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

Nel mentre, Sandikov era arrivato al citofono e si era messo a suonare il bottone del campanello. E proprio dietro di lui, il pupazzo di Nibelungo, lasciò lo spazio al Nibelungo vero e proprio, che sgattaiolò fuori dall’uscio e subito saltò e si aggrappò al lato destro della macchina celeste di cartone.

Alla guida a piedi della macchina, non c’erano più quegli scorfani di Sandikova e Taquito Feo (tranquilli, ragazzi, per contravvenire alla legge del polliticamente scorretto, dobbiamo dire che lo scorfano è un pesce delizioso e ricco di vitamina S, vitamina che contiene perché è l’iniziale del suo nome.). Insomma, c’erano Sandikov, che era seduto al volante e guidava con le gambe al posto delle ruote eTakao che invece era seduto accanto al guidatore, su un seggiolino rialzato, e teneva le mani appoggiate al finestrino di cartone. I due indossavano entrambi un elegante smoking.

Jack continuava la sua camminata, in perfetto sincrono con la traccia cantata da Codeghin e Asamoah. Quei versi però si confondevano e mescolavano con chi cantava dal vivo!

La prof. Ionic era presissima dal ritmo, e cantava: “All I want is a little love “Al che Mindy, proseguì: Alguién a mi lao… Stavo dicendo poc’anzi di Zola? A ogni modo, il rasta sussurrò rapido alla bionda prof: “Prof ma non era…someone by my side?” (E, proprio mentre proferiva tali parole, ecco che in playback si sentì: someone by my side) Mindy fissò il rasta con un veloce sorrisetto elettrico, mentre Rosy la sinonaoniana continuò, cantando: “here with me”.

Just to share moments in my life and to make my dreams become real

Sandikov guidava…con i piedi e Takao stava accanto a lui, mentre Jack El Supermacho continuava a vagare senza meta.

E in quel momentosullo schermo, partirono delle diapositive raffiguranti i Curiosi del Tempo con i loro animaletti domestici. Nella prima foto, scattata a Naonian City, c’era Pecan che lanciava a canestro la palla mentre da dietro, Elvira e Jack facevano il tifo per lui. Al contempo, il suo chow chow Leo lo guardava da sotto il cestino, tutto emozionato ad aspettare il canestro del suo padrone.

All I want is a shoulder to cry and to lean on

I’m in need

Nella seconda foto, scattata in Germania, Mindy, sorridente e con l’occhiolino, è seduta per terra nel rigoglioso giardino di casa (merito soprattutto dal pollice verde di suo marito), mentre ha spaparanzata sulle gambe la sua cockapoo Miel. E intanto, lo svolazzante pegatto Reco da una testata in fronte alla donna, mentre la chihuahua Tammy morde la coda di Fedi che cerca di scappare invano in volo.

Just to be to be what I am

Sempre in macchina, Takao chiamò qualcuno dal suo monolitico cellulare.

Jack si era fermato proprio al centro del palco e, proprio mentre a casa sua Vivi e Midori si schiaffeggiavano ringhiando, lui alzò lo sguardo al cielo, e, affidatosi al potere del playback, aprì la bocca e “cantò”: “If there’s someone please, come to meeee, yeah!

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Oh sweet embrace in another place we will love

Nella terza foto, scattata in Giappone nel maggio 2009, Takao posa nel giardino di fronte a casa del primo con il suo coinquilino Rodney il texano, mentre una sedicenne Midori è tra i suoi adorati Ginevra e Woody, e ha Nibelungo stravaccato sulla testa che gioca con una sua ciocca di capelli.

In my mind you’ll always find many pictures of you and me

Infine, ecco la quarta foto, scattata in Austria! In questa foto, seduti su un tavolo all’aria aperta vicino alla baita in un alpeggio tirolese, la prof. Ionic e Sandikov mangiano rispettivamente delle fragoline fresche e una fetta di sachertorte, mentre Purrlk, seduto sull’erba, lecca sulla testa il fantasma del criceto Hegel, che si lascia pettinare il ciuffetto tutto rilassato e con gli occhi chiusi e meditativi.

Oh sweet embrace in another place we will love

Nibelungo era aggrappato a un lato dell’auto, stava rischiando di perdere l’equilibrio!Partì di nuovo una strumentale tunz tunz del ritornello, il tutto mentre Sandikov guidava e chiacchierava con Takao. Quest’ultimo gli fece cenno di seguire Jack el Supermacho che camminava senza meta. I due non sapevano però che Nibelungo ormai era proprio sopra la macchina di cartone, tutto felice con la zampina destra alzata in cielo a pugno chiuso! I due uomini continuarono ad girare per il palco curandosi di mantenere la faccia della macchina di cartone sempre che dava sul pubblico, e, ridendo e scherzando, i loro sguardi incrociarono quelli del diciassettenne!

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE! / DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

Sandikov parlò quindi con el Supermacho, che lo mandò a quel paese con il gesto del “Che vuoi?”. Sandikov si grattò la testa confuso, mentre Takao sghignazzò.

DO YOU BELIEVE IN LOVE? WE DO BELIEVE IN LOVE! / DO YOU BELIEVE IN LOVE? YES, WE BELIEVE IN LOVE!

E Nibelungo? Beh, il peloso e candido cuccioletto era ancora sul tetto dell’auto, a pugno alto e sguardo tostamente puccioso!

In my mind you’ll always find many pictures of you and me

Fuori dall’uscio di casa, con lo sguardo verso l’alto, era riapparso quel Supermacho selvatico di livello 17! Sandikov fermò la macchina e lui e Takao vi scesero, lasciando il pezzo di cartone perpendicolare alla quinta dov’era nascosto il fattorino. Nibelungo, rimasto lì, sussultò. Jack el Supermacho si trovò Sandikov a sinistra e Takao appollaiato sulla spalla. “Queste donne!” esclamò Takao, dando una pacca sulla schiena allo spilungone. “Andiamo a VIVERE!” esclamò Sandikov, dando un’altra pacca a Jack e i tre uomini sparirono dietro la quinta di destra, seguiti dall’ectoplastico e fluttuante Hegel, cosa che scatenò un leggero e singhiozzante sussulto del pubblico.

Oh sweet embrace in another place we will love

Poi, Nibelungo scese scivolando a passo felpato e scatenatodalla macchina

In my mind you’ll always find many pictures of you and me

e ritornò a casa. Era dunque pronto a scatenarsi in pista?

Oh sweet embrace in another place we will love

Ebbene sì! Vivi e Midori erano lì, a ballare scatenate rispettivamente con i loro due nuovi uomini: Asamoah e Codeghin! Nibelungo invece si era messo a ballare il boogie con il suo sosia di peluche.

Finita la canzone, calò la luce sul palco. Fu a quel punto che allora l’inuit Pullara Jr. urlò, in cappissi locche e carattere quattordici: “SIETE SHTATI GRANDI, BRAVI!!!” Tutti gli spettatori si voltarono verso di lui, e, sotto la sua guida, partì un fortissimo scroscio di applausi e di “WOOOO!”. Dopo mezzo minuto di scroscianti applausi, il palco torno a essere illuminato. Ebbene sì, oh, dolci pampini, le sorprese non erano finite certo qui! Iniziavano infatti i saluti finali! Gli attori, ritornati tutti dietro le quinte, erano pronti a uscire per una cascata di applausi!

Partì allora la traccia Tell me Why, cantata sempre da Marvin e mixata dal duo dei fratelli Prezioso. Tuttavia, questa volta era stata accorciata dal solerte fattorino tuttofare per volere di Mindy!

I don’t feel the way that feeling before you came into my life

Tenendosi per mano, il rasta, la sinonaoniana, i due gemelli eterozigoti e l’emo, raggiunsero il pubblico correndo e alzando le braccia al cielo. Furono accolti da una cascata di applausi e “WOOO”, e poi tornarono indietro. “Es tu momento, caramba!” esclamò Mindy ondeggiando la coda, e facendo cenno al fattorino di uscire, e quello, scattò fuori dalla quinta dov’era nascosto. Tanto ormai il player del computer aveva raggiunto l’ultima traccia, un mash up di due canzoni!

And I knew that you could turn me on everytime you came into my life

“SIGNORI E SIGNORE… EL NUESTRO FATTORINO!” gridò Mindy, nel microfono, sporgendosi dalla quinta con il suo forte accento spagnolo e facendo un velocissimo occhiolino. Il fattorino corse fino al bordo del palco, e con le mani alte in cielo fece il doppio gesto delle corna e mosse la testa in basso e in alto, e, con la lingua di fuori, urlò: “DAI, ANCOL DOG, RAGAAAAAAA!” Poi, l’uomo corse verso il retro del palco, dove i ragazzi presenti stavano applaudendo a ritmo e gli lasciarono un posto nel mezzo. Iniziò anche lui ad applaudire.

Gli applausi del pubblico e di chi era in scena continuavano, sulle seguenti note

I’m trying to realise that I can be what you want and make your love just mine

Uscirono Asamoah e Codeghin, correndo il primo scattante, e il secondo rotolante verso il bordo del palco. Codeghin rischiò di cadere giù, ma Asamoah gli prese la mano all’ultimo secondo, e quindi i due, sorridendo, si inchinarono per ricevere altri applausi, per poi smettere di prendersi per mano e tornare camminando dagli altri, e il fattorino si spostò a destra per far loro spazio. Anche loro due si misero ad applaudire.

Don’t play with me now, you’d better come to me, you’d better come to me

Uscì Bea dai suoi bei capelli piastrati e blu, e in braccio aveva Nibelungo, lo teneva come un bambolotto. La ragazzina aveva le gotee rosate in viso e arrivata sul bordo del palco, prese la zampina destra di Nibelungo e gli fece fare ciao con la zampina al pubblico, poi l’animaletto scese a terra e la prese per mano, e i due si inchinarono. Il gallo con guanto era quello che applaudiva più forte di tutti, e una lacrimuccia gli scese dagli occhi! “SEI TUTTA TUA MADRE!” esclamò sospirando il gallo con guanto, mentre alcuni presenti in scena (una ragazza di origine africana e una famigliola) lo fissarono un attimo. Bea, che teneva per mano Nibelungo e stava dando le spalle al pubblico per reincamminarsi verso gli altri, si girò verso la platea e arrossì, sorridendo. Il galletto si gasò e si mise a fare un balletto sul posto, ma chi era vicino a lui non ci badò troppo. Perché? Semplice!

I will walk alone tonight under the starry skies

Era il turno delle due amanti di Jack el Supermacho, ovvero Vivi e Midori, che si incamminavano verso il bordo del palco fingendo di prendersi a manate e con la faccia tutta arrabbiata. Una volta arrivate a bordo del palco, le due, anziché prendersi per mano, si inchinarono una accanto all’altra verso il pubblico a prendersi gli applausi, e poi, si reincamminarono verso gli altri attori, continuando a fingere di prendersi a sberle! Si voltarono e si misero ad applaudire anche loro, perché ora usciva…

Wanna be alone tonight? Forever now, on my mind

Jack el Supermacho, dalla quinta di sinistra. Midori era scattata proprio davanti a lui e, a Wanna be alone tonight? Non solo gli aveva ripetuto quella frase con lo sguardo sornione, ma gli aveva messo anche le mani sul petto, facendolo arrossire tantissimo, mentre dietro Asamoah e Codeghin cercavano di trattenere le risate. Midori fu presa dalla collottola da Viviana, che la riportò ad applaudire, il tutto mentre Jack era arrivato, fingendo di pomparsi i muscoli e rossissimo in viso, proprio al bordo del palco, dove si inchinò e poi scattò dagli altri ad applaudire, mettendosi proprio in mezzo alle sue due amanti.

Walk alone tonight Under the starry skies Walk alone tonight Under the starry skies Under the starry skies

Mindy era corsa in mezzo al palco: “VAMOS, MI GENTE! LOS CURIOSI DEL TIEMPO!” aveva urlato, correndo nel suo bel vestitino verso il pubblico, mentre dalla quinta di destra (ovvero da sinistra se visti dal palco) erano usciti Pecan e la prof. Ionic, e dalla quinta di sinistra Sandikov con Takao che gli era saltato sulle spalle. “Questa è mi hermanita!!!” esclamò lo zombie Christian, alzando le mani al cielo, e Zola, Pullara Jr., McMeow ed Elvira rivolsero un attimo lo sguardo verso lo zombie che spuntava dalla moquette. Non appena i quattro avevano raggiunto Mindy, Pecan prese per mano la prof. Ionic, che prese per mano Mindy, che prese per mano… reggetevi forte… Sandikov. Takao invece era salito sulla testa di quest’ultimo. Comunque, i nostri amichevoli adulti di fiducia corsero fino al bordo del palco, gridando: “WOOOOOO!”  e ovviamente, Pecan, la prof. Ionic, Mindy e Sandikov abbassarono le braccia e le rialzarono, facendo la ola, mentre Takao, da sopra la testa di Sandikov, aveva intrecciato le dita delle mani e le scuoteva, sorridendo gasatissimo, sopra la testa. Poi, saltò giù e i cinque adulti, sommersi da applausi a destra e manca, ricevettero spazio dai ragazzi e si misero proprio al centro, con Midori alla destra del pubblico. Non calò la luce in sala, anche perché il fattorino era lì sul palco, ma, partì la seconda parte del mash-up!

Dall’italodance in inglese, ai ritmi latinoamericani ed estivi, grazie a una certa canzone di Paola & Chiara!

Ho voluto dire addio, al passato io, eri un’ombra su di me, su di meeeee

Tutti gli spettatori si erano messi a ballare scatenati (tranne Elvira Pecan che si era di nuovo seduta a braccia conserte e funcioso sguardo mastinico), e i sei Curiosi del Tempo si erano avvicinati al palco, e, mentre i tre maschi e la prof. Ionic si erano messi a ballare come i ballerini accompagnatori di Paola & Chiara al Festivalbar nel settembre del 2000 all’arena di Verona, Mindy e Midori, che ballavano pure come le due sorelle cantanti, con il microfono in mano si erano messe a cantare a squarciagola: “Vamos a bailar, esta vida nueva! Vamos a bailaaaar, nai nai nai, Vamos a bailar, esta vida nueva! Vamos a bailaaaaar!”

E subito dopo questo coro, partì il ritmo strumentale di chitarra, e Mindy e Midori inizialmente ballarono una di fronte all’altra, tenendosi per la mano destra ed eseguendo dei semplicissimi passi di tango femminili, poi, dopo essersi staccate, iniziarono, sempre sotto il latineggiante ritmo di chitarra, ad applaudire, insieme ai tre uomini e alla prof. Ionic. Pian pian, sotto il ritmo di Paola & Chiara, tra gli applausi loro, del pubblico, e degli altri attori, il fattorino li raggiunse e calarono le rosse tende del sipario. Lo spettacolo era finito. Ma i nostri eroi avevano ancora qualche piccolo problemino da risolvere. Diciamo che la prima era proprio Mindy. Lasciamo che i nostri eroi vadano in camerino e torniamo subito da loro.

Quasi un’ora dopo, la gente era quasi uscita tutta fuori dal teatro, e, in platea, erano rimasti Pecan, suo nipote Jack, Sandikov, Takao, la prof. Ionic, Viviana e la ragazza con la felpa con i pon pon, ovvero Midori. Stavano parlottando tra loro, quando si sentì qualcuno arrivare a passo saltellante e fischiettando il ritornello di Vamos a bailar. Era Mindy, che indossava ancora il suo bellissimo vestito bianco e con i colori della bandiera venezuelana! “Ehilà, ragazza!” esclamò Takao salendo su una sedia e battendo le nocche del pugno con lei. Mindy fece un sorrisone: “Estaba preocupada por nada!” Takao si illuminò: “Allora, che ti hanno detto Rita e Richard?” Rita era la nonna di Greta (la nipote di Mindy, apparsa insieme a Jack, la prof. Ionic e Pecan in Le greche avventure di Chiara & Naima), mentre Richard era il padre. “Todo bien! Mi hanno fatto i complimenti!” sogghignò Mindy con un sorriso affilato, e lei e Takao, sorridendo al massimo, ribatterono le nocche del loro pugno destro. “E la videochiamata con tua nipote Greta?” chiese Sandikov avvicinandosi ai due, sorridendo. Mindy sospirò: “è saltata… per tutti…”, poi alzò lo sguardo verso il soffitto, con un sorrisetto felicemente affilato: “Ma un día la riabbraccerò, mi sobrina!” In quel momento, però Viviana si era avvicinata a Midori, che si era appoggiata a sinistra del palco. Viviana le stava osservando la felpa rosa. “Sei sempre elegantissima!” esclamò Viviana, e poi prese il ponpon destro della felpa di Midori e lo tastò con le dita. Midori fece un sorriso luccicante come il suo luccidalabbra. “Mmmorbidoso!” esclamò Viviana, tastando il ponpon con le dita. Midori le sorrise: “Palpa, Viviana, palpa!” esclamò, e Viviana continuò a… palparle il ponpon della felpa. Intanto, Jack si era avvicinato alle due ragazze, ed era rosso come un peperone. “M-m-i-d-dori” sospirò, paonazzo. “Oh Jack…” gli sorrise Midori con gli occhi che luccicavano. “Palpami anche tu!” esclamò Midori, offrendogli il ponpon a sinistra, e Jack, rosso come la lava di un vulcano che eruttava, si mise a tastarlo con la mano. Gli adulti si girarono verso Midori che si faceva tastare i pon pon della felpa. “Oh là là, Mademoiselle!” esclamò Zola arrotolando l’indice della zamposa mano sinistra nel riccioluto orecchio sinistro e con la zamposa mano destra toccandosi il muso. Takao sbatteva la testa contro una poltrona, Pecan si era coperto gli occhi con i palmi delle mani (messe sotto gli occhiali), mentre Mindy diceva, scuotendo la testa: “Llenos de nonsense…”, Sandikov piangeva dalle risate “Ma che ca…”, tenendosi con il braccio sinistro a una sedia per evitare di cadere a terra, tanto il suo viso era bagnato di lacrime che sgorgavano come un fiume in piena, mentre la prof. Ionic emise un profondo sospiro, ruotando gli occhi al cielo e scuotendo leggermente la testa. Ebbene, cari pampini e cari adulti, avete appena letto una scena vietata ai minori e ai maggiori di 18 anni. Quindi se vi ho rovinato l’infanzia, l’adolescenza o la carriera lavorativa, casalinga o universitaria, sappiate che qualunque cosa faccia o dica Midori nella sua vita è vietata agli under e agli over 18. Andiamo avanti, c’è una Bea da sistemare e una parata carnevalesca da fare!

Ormai tutti erano usciti dal teatro Verdi. Mentre Asamoah era andato a parlare con la sua grande famiglia piena di fratellini e sorelline, nonché i genitori e la sua fidanzata e Codeghin si era riunito con la sua bionda zia suina dai capelli mossi, mentre, assieme a Sandikov, Mindy e la prof. Ionic erano andate a chiacchierare con le loro amiche, la cubana Manu e la spagnola Yvonne. Pecan parlava con suo nipote Jack e con Takao, mentre la moglie Elvira aveva Nibelungo sulle spalle e aveva le mani sulle spalle di Bea e stava chiacchierando con il gallo con guanto. Pullara Jr. stava parlando invece in caps lock con lo zombie Christian, Zola, McMeow e Giordano. Vivi e Midori erano rimaste sulle scale del Verdi, e Vivi stava per andare dalla sua famiglia (padre e sorellina) che la aspettava là sotto. “Allora, non ci vediamo più?” chiese Viviana, mesta. “Penso di andare in Svizzera per un po’” disse Midori, ma poi sorrise, ed esclamò, mettendo entrambe le mani sulle spalle di Viviana. “Tu hai il ragazzo in Canada? Se vuoi ci vediamo lì o negli States!” esclamò Midori, illuminandosi. “Bella idea!” sorrise Viviana. “Oppure anche in Giappone, dove ci sono i Dosanko!” esclamò Midori di nuovo. “Forte, non sapevo che Apollo avesse portato lì il suo cavallo!” esclamò Vivi abbracciando Midori, e le due scoppiarono a ridere. Poi, Viviana corse dai suoi familiari, e, mentre se ne andava, lei e Midori si fecero ciao con la mano finché Viviana non sparì con i suoi oltre Piazza Cavour, in Via Garibaldi.

Ormai gli unici a essere rimasti in piazzetta erano i sei Curiosi del Tempo principali, McMeow e Giordano, Zola, Christian, Jack, Bea, Nibelungo ed Elvira. Pullara Jr. guardò tutti i nostri eroi. “Picciò, minni vaiu!” esclamò l’inuit in parka e ossa. “Dove?” chiesero Pecan, Sandikov e Takao a una voce. “Unni vaiu? Picciò, e qui in Europa reshto!” esclamò Pullara Jr. gesticolando. “Sì, ma dove di preciso?” strillacchiò McMeow, fissandolo negli occhi. “A PaleMMo! A trovare l’inuitte Gerlando Lo Iceberg, chiddu shtrafalario che c’avi puru la famigghia a Boshton in Fuggedaboutit avenue, goombah!” finì Pullara Jr., passando in men che non si dica dall’inuit all’inglese. Detto questo, si congedò con un saluto, ricambiato da tutti, e, riempiendo al momento un cannolo e iniziando ad addentarlo, sparì anche lui all’orizzonte, verso sud, dove aveva parcheggiato la sua auto con la sua attrezzatura da reporter. Chissà perché, ma i Curiosi del Tempo adulti, soprattutto Pecan, Mindy e Takao, avevano la sensazione che l’avrebbero rivisto molto presto.

Era il turno di Zola e di Christian. Lo zombie riemerse da terra, ed esclamò, rivolto a sua sorella e agli altri: “Hasta la vista, muchachos!” Il suo cane radioattivo allora disse: “Au revoir, mes amis!” e, poi, si rivolse a Midori: “Mademoiselle…” Midori gli porse la mano destra e, Zola, con un inchino, le fece il baciamano, mentre lei ridacchiò, lusingata. Poi, il cane radioattivo esclamò: “Allons-y!”, proprio mentre i suoi occhi sparavano raggi radioattivi laser in aria. “Vamonos!” esclamò il suo alleato zombie. Dunque, Christian e Zola si tuffarono, saltando, nel varco interdimensionale creato da quest’ultimo, e, mentre tutti salutavano con la manina e facevano “A presto!”, il varco interdimensionale si richiuse e sparì a seguito di un leggerissimo luccichio a scoppio. Chissà quando sarebbero tornati, il labradoodle francese e lo zombie venezuelano.

Midori, proprio mentre Jack stava cercando di dirle qualcosa ma era rosso come un’aragosta in pentola, si rivolse a suo zio Takao. “Bene, bene, zio…ora tocca a me…” esclamò Midori sbattendo le sue lunghe ciglia. “Tocca a te, cosa?” grugnì Takao. “Beh, dopo che abbiamo sistemato Bea, vorrei andare in Svizzera dalla mia amica Ginevra! Nel suo cantone fanno il Rabadan, cioè una grande festa di Carnevale!” Ginevra, la migliore amica di Midori, era bilingue come lei, solo che, a differenza di Midori che era egualmente fluente in inglese e in giapponese, Ginevra sapeva un po’ meglio l’italiano del francese. A ogni modo, Takao le rispose: “No! Tu resti con noi finché non ce ne andiamo!” Midori allora gli disse: “Ma zio… già non sono stata con il mio ragazzo…” “Ho detto di ANCOL NO!” ringhiò Takao, fulminandola. Midori sghignazzò: “Non posso nemmeno stare…con la mia amante?” Chiese questo, mettendosi a piangere dalle risate nel dire “la mia amante”, ma Jack diventò blu come un baccalà e si congelò come uno stoccafisso e Takao si sbatté il palmo della mano sulla fronte, sospirando, secco: “N.O.” E in quel momento, McMeow sorrise e si avvicinò a Takao. “Oh, tu noviecito!” gorgoliò Mindy facendo gli occhi dolci a Takao. Takao grugnì e McMeow gli strillacchiò in faccia, paonazzo: “Voi sei, TETTECULO! I miei poveri robot!” Takao arrossì e disse: “CULOTETTE, ma ringraziaci, zio Billy!” McMeow esclamò: “Domani, alle due del pomeriggio, tu, tua nipote, i tre prof e Spioski Comunistoski, vi voglio dal meccanico sulla Pontebbana!” Elvira sussultò, illuminandosi come una lampadina e sbattendo il pugno destro sul palmo sinistro aperto: “Ho presente dove!” Takao sbuffò: “D’accordo, McMeow, e va bene…”

Lunedì 21 febbraio 2011

In Vicolo delle Acque a Naonian City, vicino a Partylandia, era il momento degli addii. Elvira Pecan aveva accompagnato Bea, con il suo bello zainetto rosa e una valigia rosa shocking piena di cose, dal gallo con guanto fuori da Partylandia. Midori e Leo (con lo scoiattolo di peluche in bocca) le avevano seguite, e, non erano sole, c’era persino la signora madre gamba con gonna. Bea tirò fuori dalla sua valigia la scatola del puzzle di Lagriffe e la diede al galletto con guanto, il tutto mentre la madregambacongonna parlò a Midori. “Grazie per aver protetto la mia piccolina!” Midori arrossì: “È stato un piacere, signora!” La madre gambacongonna si rivolse di nuovo agli adulti, ovvero Elvira e il gallo: “Ho deciso di vendere il mio appartamento!” Poi, ringraziò il gallo con guanto: “Grazie, da ora Partylandia sarà la mia casa!” “Eheh, la nostra casa, fratella!” esclamò il gallo dal becco scattoso facendo dei gesti da fighetto (indice e pollice della mano destra puntati in avanti). “Allora, vai pure ad accomodarti!” esclamò il gallo con guanto dandole la scatola del puzzle di Lagriffe e la madre gambacongonna entrò nel negozio. Bea abbracciò Midori stretta, e la ragazza dai capelli verdi accarezzò i capelli blu di Bea e le diede un bacino sulla guancia. Poi, sciolto l’abbraccio, Leo porse a Bea il suo scoiattolo di peluche, scodinzolando. “D-davvero? Grazie!” disse Bea accarezzando il chow chow, che la leccò. Poi, lei e il gallo con guanto se ne andarono salutando Midori, Elvira e Leo. “Fratellino, sto arrivando!”

Dal meccanico sulla Pontebbana, i sei Curiosi del Tempo si erano riuniti nell’officina posteriore con McMeow e i cinque Shipformers ammaccati e le sei Shipformers ammaccate. Entrambi i gruppi di robot avevano perso un bel po’ dello smalto della loro livrea, ed erano al centro della sala. Le rotelle di McMeow stavano girando, anzi, siamo precisi: era il suo cervello che si era messo ad andare dentro una ruota da criceti nella sua scatola cranica, e, mentre faceva esercizio e sbuffava (aveva messo dei bei scaldamuscoli rosa fluo sulle sue belle gambine gallinose), beveva un po’ di acqua fresca da una bottiglietta di plastica. “Bene, bene!” strillacchiò McMeow, facendo sussultare i sei Curiosi del Tempo e facendo cadere dalla ruota il cervello, che sbattè per terra là dentro la sua testa. Dopo che il cervello di McMeow si era rimesso in piedi nella scatola cranica, McMeow seguitò a parlare: “Chi rompe paga, e i cocci sono suoi! Qui ci sono attrezzi per riparare, e tra poco dovrebbero arrivare dei pezzi nuovi di carrozzeria! E non dimenticate di passare bene la pittura su tutti i robot!” finì, strillacchiando. Takao si avvicinò a lui e lo guardò negli occhi. Pensò un attimo ai due spray al prezzo di cinque, e fece un sorrisone: “Chi rompe paga, ma chi rompe e poi ripara, viene… PAGATO!” McMeow si mise le mani in testa e ringhiò: “Argh! E va bene! Vi pagherò!” “All’ora!” esclamò Takao, sorridendo ancor di più. Detto questo, Mindy, la prof. Ionic, Pecan e Takao si misero a riparare la carrozzeria dei robot, sotto il solerte sguardo del meccanico che era apparso a inizio avventura. Sandikov e Midori invece passavano la pittura sui robot, e, ogni tanto, McMeow passava per controllare se le sfumature di colore da loro utilizzate fossero accurate. In caso positivo, i due passavano lo spray fissante.

E così l’avventura per Bea poteva dirsi conclusa. Nei giorni successivi, dopo scuola, Bea passava a salutare sua madre al negozio di Partylandia. La gamba con gonna e il galletto lavoravano sodo, e al muro, incorniciato in una cornice per A4, c’era appeso il puzzle incompleto che mostrava com’era la madre gambacongonna prima di essere mutilata dal marito. Ma nonostante, le ferite, adesso la solerte donna si era ripresa, ed era sempre felice di vedere la figlia. Ma alla fine, quel costume di Carnevale da trota veterinaria ormai affumicata e spellata, la signorina Ionic l’aveva comprato oppure no? Ragazzi, manca poco e lo scopriremo!

Il sei febbraio del 2011, Vivi aveva promesso ai suoi due amiconi che la sua parata carnevalesca sarebbe partita da casa sua, e così, fecero. Proprio un mese dopo, domenica 6 marzo 2011, sotto il portone del suo palazzo, si presentarono Asamoah vestito da Dario e Codeghin vestito da suo fratello Ludvigo. Viviana invece si era vestita da “Sei uno schianto, imperatrice Fragola!” esclamarono all’unisono Asamoah Dario e Codeghin Ludvigo. “Beh, anche tu, sai essere elegante!” esclamò da dietro Midori, che invece era vestita come l’imperatrice Margot, la migliore amica di Fragola e interesse amoroso di Ludvigo. “Grazie!” esclamò Viviana, passandosi la mano sulla parrucca che indossava e sorridendo. “Grazie a voi dell’invito!” esclamò Midori abbracciando i tre, e quindi corsero tutti e quattro in centro città.

In centro, proprio nella lunga via tra il Teatro Verdi e l’Hotel Moderno si stava svolgendo la parata dei carri carnevaleschi. Gli Sheepformers (tre in forma quadrupede e altri tre in forma bipede) e gli Shipformers (tutti in forma bipede) erano ognuno di essi su un carro da parata, mentre, su altri quattro carri, c’erano degli animatronics rispettivamente a forma di Melvin il castoro e della sua rosea compagna Cristina, nonché del loro nipotino e di McMeow. C’erano persino dei palloni giganti retti da corde sopra due carri vuoti, e rappresentavano anche essi la coppietta di castori. I Curiosi del Tempo erano presenti lì: Pecan era vestito come Misato, con il parruccone, la felpa worst agency e il piffero, mentre la prof. Ionic si era vestita da trota veterinaria affumicata e spellata. Mindy era vestita proprio come Dolcina, mentre Sandikov era vestito da Macaroni na furna. Takao, invece era vestito come Bonaparte. I cinque adulti stavano parlottando tra di loro e osservando i vari partecipanti in maschera là attorno. Nell’aria si sentiva una delle canzoni latinoamericane che tanto piaceva a Mindy, ovvero Enamorada di Noelia. Ma i cinque non erano soli! C’era persino il diciassettenne Jack, e lui si era messo in faccia la maschera di McMeow. Midori (che da pochissimi giorni aveva compiuto diciotto anni), arrivò insieme a Codeghin, Vivi e Asamoah, e non appena videro Jack, i cinque adolescenti saltarono sul carro carnevalesco di Pessimus Second, e si misero a ballare scatenati.

Giordano, intanto, riprendeva la scena dalla sua telecamera, mentre McMeow strillacchiava, al lato sinistro della strada e nel microfono: “AMICI E NEMICI DELL’ AREA DEI TRE STATI! BENVENUTI ALLA PARATA CARNEVALESCA 2011 QUI A NAONIAN CITY, POSSIAMO VEDERE….” Proprio mentre si sentivano queste parole, sopra il carro carnevalesco, Midori, Vivi e Asamoah saltarono di gioia, mentre Jack con la maschera di McMeow e Codeghin accanto a loro, nonché i cinque Curiosi del tempo adulti, li guardarono sorridendo (Mindy, Takao e la prof. Ionic fecero persino il gesto dell’ok), e Sandikov e Pecan saltarono pure loro, allegri. L’avventura era finita, ma presto ne sarebbero cominciate molte altre!

FINE

Perché con i Curiosi del Tempo la vita è sempre un’avventura!Restate sintonizzati!