I Curiosi del Tempo e la festa di ogni cretino – Prima parte

Chi sono i Curiosi del Tempo? In una dimensione 2d molto simile al nostro mondo ma popolata non soltanto da esseri umani, ma anche da esseri antropomorfi, animali domestici parlanti e creature magiche, i Curiosi del Tempo sono cinque amici per la pelle (due uomini europei, due donne latinoamericane di origini europee-di cui una è un’ aquila antropomorfa!- e il loro capo giapponese, un nanerottolo dal carattere esplosivo) e la nipotina di quest’ultimo. Insieme, i sei cercano di proteggere il continuum spatium temporale da minacce di vario tipo, ma non sempre è facile riuscirci!

Quale sarà il loro ruolo in questa storia?

Pecan è il curioso del tempo nato a Naonian City in Europa. È un prof di ginnastica pacifico e fin troppo rilassato… anche quando è nei guai fino al collo! A volte non si rende conto del pericolo… o forse sì?

Takao (soprannominato Mona-san) è il giapponese capo del gruppo, tutto ruota intorno a lui! Purtroppo però, spesso si dimostra impulsivo e vulcanico e questo non lo fa prendere sul serio, ma non ne fa una tragedia.

Sandikov è un ragazzone lituano di origine russa, dai capelli lunghi da fricchettone e dal carattere estremamente ottimista…quando tutto va a rotoli, si convince a pensare positivo. Ma siamo sicuri che funzioni?

Midori è la nipote di Takao, ed è una ragazza di 17 anni estroversa e affettuosa, anche se a volte è un po’ insistente e capricciosa. È legata ai suoi zii (sia Takao sia gli altri curiosi del tempo) e al suo scattante animaletto Nibelungo. Ha i capelli color verde naturale. Nonostante sia molto coccolona, detesta le smancerie. Lei è una persona onesta e genuina, anche se in fondo al cuore desidera essere un po’ viziata e vista come mascotte del gruppo dai suoi zioni.

Minerva “Mindy” Hernández è una venezuelana scattante ed energetica, ma è pronta a mettere in righe tutti con la sua arma non troppo segreta…parlando quasi sempre in spagnolo, e non solo a lezione! A volte è un po’ malinconica. Tuttavia, non solo è affidabile ma anche lei in fondo al cuore sa su chi contare. Ha un fratello gemello zombie chiamato Christian, che appare in quest’avventura a dare una mano ai nostri eroi!

Elizabeth Ionic è un’aquila antropomorfa e non un’umana come il resto del gruppo, ed è mezza austriaca e mezza argentina…e la sua famiglia (sia in Carinzia che nella Terra del Fuoco) è composta da metà aquile antropomorfe e metà esseri umani dal naso aquilino. È una prof di ginnastica dal carattere freddo e serio, ma sa divertirsi quando serve.


45° N , 12°E, Domenica 30 gennaio 2011, Via Dogancol 313, Naonian City, Naonscirr’, Stati Disuniti d’Europa.

Era una fredda ma limpida sera di fine gennaio, e il curioso del tempo Pecan Pecan e sua moglie stavano cucinando insieme dei calamari ripieni nella cucina della loro adorabile casa in mezzo alla campagna naoniana. Pecan guardava i calamari con l’acquolina in bocca. “Calma, maritino! Sono per i nostri ospiti domani sera!” sbuffò sua moglie. “Hai un intrallazzo con Mona-san, eh?” sghignazzò Pecan dandole una pacca affettuosa sulla schiena. “Potevo farti la stessa domanda!” esclamò prontamente sua moglie, e la coppia scoppiò a ridere all’unisono. Nel campo fuori casa, però Leo, il chow chow della famiglia, stava abbaiando… c’era un muccalamaro (una creatura ermafrodita mezza mucca e mezza calamaro) chiamato Lauren che stava procedendo a passi pesanti verso il batuffoloso cane. Ma com’è un muccalamaro? È una creatura bipede, incrocio tra una mucca adulta femmina e un calamaro maschio, che, nell’incontrarsi si fondono in una chimera. La parte bovina del muccalamaro ha una forma vagamente calamarosa e le orecchie ricordano i due spuntoni ai lati del calamaro, mentre i suoi arti sono come dei tentacoli con degli zoccoli, e lo stesso si può dire della coda. Per quanto riguarda invece la parte calamarosa, i muccalamari non hanno le mammelle, bensì la testa del calamaro maschio in quel punto… con due tentacoli con gli occhi sopra e due tentacoli comuni sotto… In pratica, possiamo dire che il muccalamaro è un’unione d’amore interspecie nel regno animale… una volta che un muccalamaro si è formato, esso prende il nome della mucca e inizia a produrre rhum brucando l’erba… e quando ne produce troppo… lo spruzza dai tentacoli (sia dagli occhi che dai tentacoli normali della parte calamarosa sia che dagli arti tentacolosi della parte bovina) verso la sua vittima prescelta. E Lauren il muccalamaro aveva fiutato la paura di Leo, che abbaiava e correva ansioso attorno alla casa. “MI SCAPPA IL DIESEL!!!!” urlò aggressivamente Lauren, inseguendo Leo… in cucina, Pecan e sua moglie notarono Leo in pericolo e si guardarono allarmati. Pecan deciso annuì verso la moglie e si diresse verso la porta di casa… ma sua moglie notò che Leo era seguito da un muccalamaro, e suo marito aveva a dir poco una fobia pazzesca per quelle creature, una fobia che era nata per via di un giocattolo che avrebbe dovuto dare a suo nipote Jack a Natale nel 1999, ma che si era tenuto per sé (ma questa è un’altra storia!). “Aspetta, caro!” corse sua  moglie verso la porta, allarmata. Ma niente da fare, Pecan era ormai fuori: “Ti salvo io, Leo!!!” esclamò l’uomo scattando di fronte al suo cane e mettendosi in posizione di combattimento… “Nessuno potrà turbare il mio bravo cagnolino!!!” sbuffò Pecan infuriato, e Leo corse verso la porta di casa. In quel momento, però… Lauren il muccalamaro piombò faccia a faccia con Pecan, che iniziò a sudare freddo, e stava per scappare. Sua moglie intanto aveva già aperto la porta di casa, dando tempo così a Leo di entrare: “Veloce!” gridò al marito, che stava per correre dentro, ma che seguiva Lauren con lo sguardo… “MI SCAPPA IL DIESEL!!!!!” gridò Lauren facendo un salto e spruzzando diesel dai quattro tentacoli e dai quattro zoccoli…. “ARGH!!!!” Pecan fu colpito in pieno sotto gli occhi terrorizzati di sua moglie e del suo cane, e il rhum sparso su tutto il suo corpo lo fece… sprofondare con rapidità sotto terra… “Tornerò!!! Dì a Takao, Mindy, Jack e agli altri che tornerò!!!” esclamò Pecan disperato con il braccio destro alzato e con la mano destra aperta… e sprofondò sotto terra… “Tornerò…” sospirò, ormai sotto terra, passato come un fantasma tra due muri. L’unico segno che indicava il passaggio di un muccalamaro era la presenza di un lago di rhum per terra. Dopo aver espletato ai suoi bisogni di schifoso mutante, Lauren fece un salto in aria: “Missione compiuta!!!” esclamò la bovina, ma suo marito, il calamaro (che parlava invece con la forza del pensiero) la corresse, alzando il suo tentacolo in basso a destra, per fare una precisazione alla sua consorte: “Al 10 per cento!!! Mancano altri cinque tizi!” Lauren guardò male suo marito e sbuffò, infame:“Muhahahaha, Dolcina e cuoricini, vi porterò tutti i curiosi del tempo!!!” Il muccalamaro corse via a passo svelto sghignazzando e trotterellando.  E niente, la moglie di Pecan e Leo restarono sull’uscio di casa. Leo guaì preoccupato, guardando la sua padrona. “Credo in mio marito…ma anche nel fatto che…i guai sono appena cominciati!” annuì la moglie di Pecan guardando davanti a sé, mentre Leo la fissava preoccupata e con occhi languidi.

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I Curiosi del Tempo & la festa di ogni cretino (che crede di essere amato…ma rimane fregato!)

Il giorno dopo, il 31 gennaio del 2011 alle quattro di pomeriggio, la moglie di Pecan era andata in macchina alla stazione a prendere i suoi amici giapponesi Takao e sua nipote Midori, che erano arrivati in treno con le valigie… e non erano soli! Midori aveva sulle spalle il suo animaletto domestico, un esemplare di Kawaiius Critterius chiamato Nibelungo Menkoi. E se Nibelungo era un nome nibelungico suggeritole da un certo curioso del tempo, menkoi invece era una parola tipica dell’isola dell’Hokkaido per definire qualcosa di carino. L’Hokkaido era l’ isola in cui era nata Midori, mentre suo zio era nato in una piccola isola della prefettura dell’Hokkaido. A ogni modo, oltre a Nibelungo, c’era anche Sandikov, un pacioccone lituano migliore amico della prof. Ionic. La moglie di Pecan e la signorina Ionic erano entrambe scese dalle loro macchine per salutare i loro amici e aiutarli a caricare le valigie. Sandikov finì di caricare la sua valigia nella macchina bianca di Elizabeth Ionic, e quindi i due partirono salutando con la mano la moglie di Pecan, Midori, Nibelungo e Takao. Non appena anch’essi ebbero finito di mettere le valige nel cofano, saltarono in macchina. Takao si sedette davanti accanto alla moglie del suo amico, mentre Midori si sedette dietro suo zio e si mise Nibelungo sul grembo, anche se l’animaletto ovviamente non indossava le cinture.

“Prendiamo da dietro, verso lo stadio Bottecchia…c’è meno coda” sorrise la moglie di Pecan a Takao, che ricambiò il sorriso. Quindi i due si misero a chiacchierare in maniera fitta. “Mio marito insomma…” ridacchiò la signora Pecan, “il solito…vabbé, magari rispunta da sé… secondo me è tutta una scusa” sospirò Takao. “Perché pensi davvero che dovrebbe saltare le prove dello spettacolo?” gli chiese sospettosa la signora Pecan. “E tu cosa penseresti? In ogni caso, Mindy ha organizzato tutto… sta volta se la vedono loro due!” si rilassò Takao. “In realtà…” sospirò la moglie di Pecan. Takao la guardò preoccupato, con lo sguardo pieno di domande. Ormai la macchina era arrivata vicino allo stadio che costeggiava la ferrovia… “c’era un sole luminosissimo sta mattina!” esclamò la moglie di Pecan. “Anche a Venezia, quando siamo atterrati! Dall’aereo Piazza San Marco e la laguna si vedevano splendidamente, vero, nipotonzola?” finì Takao girandosi a chiedere a sua nipote… che era girata a sua volta insieme a Nibelungo (che era nel posto al centro)… “ah-ah…” annuì Midori…qualcuno aveva attirato la sua attenzione! Proprio vicino alle case popolari c’era Christian, uno zombie venezuelano, il fratello gemello di Mindy. Lo zombie si stava addentrando lì a passo lento e strisciante, nonostante camminasse sopra la terra, come le persone vive. Quando il 19 febbraio 1965 la madre di Mindy, ovvero Fedireka, una signora metà inglese e metà tedesca cresciuta perlopiù in Spagna e trasferitasi per poco in Venezuela per seguire il suo compagno naoniano, Fedireko, e il fratello di lui(Oscar, il padre di Richard, cugino di Mindy) partorì lei e il suo gemello a Mérida nel ricco Venezuela della corsa al petrolio, Christian era nato con il cordone ombelicale attorcigliato sul collo… e quindi… era nato morto…o almeno così Fedireka e il suo compagno, Fedireko, pensarono… e quindi sepellirono il gemello di Mindy, credendo fosse morto di morte bianca, e poi, prima di scappare a Tenirefe, isola delle Canarie, consegnarono Mindy ai suoi zii, Oscar (un naoniano emigrato in Venezuela in cerca di fortuna) e Mercedes (la zia, nativa di etnia Arawak, molto cattolica, affettuosa e tradizionalista). Mindy quindi passò la sua intera infanzia e adolescenza insieme agli zii e al cugino Richard. Mentre Christian, non appena fu sepellito e i suoi genitori furono usciti dal cimitero di Mérida, uscì dalla tomba facendosi forza… era un non-morto, il cui corpo si decomponeva molto lentamente, e il cui cuore faceva un battito al minuto. Non appena fu uscito dalla tomba, Christian Gregorio Hernández Lavado iniziò a crescere come gli umani vivi (solo, che pur invecchiando, non festeggiava i compleanni, bensì i complenonmorte), e a vivere una sua vita insieme a creature paranormali che aveva conosciuto nei suoi vagabondaggi per l’area caraibica dell’America del Sud, nonché per l’Europa mediterranea…con il solo scopo di riunirsi con l’unica persona nel suo cuore tumefatto, ovvero la sua gemella Mindy Catarina Hernández Lavado… riuscendoci! Dagli anni Ottanta in poi, Mindy e gli altri curiosi del tempo avevano incontrato svariate volte Christian, che con i suoi poteri da zombie si era rivelato un aiutante indispensabile per il gruppo.

A ogni modo, lo sguardo di Midori e quello di Christian si incontrarono. Christian fece l’occhiolino alla diciassettene e  Midori lo salutò con la mano, sussultando di sorpresa insieme a Nibelungo… ma la macchina della signora Pecan andava più veloce del passo di quello zombie. “Zio!!! Signora!!!” esclamò Midori sbracciandosi, e Nibelungo la copiava… ma niente, Takao e la moglie del suo amico chiacchieravano un sacco. Midori scosse la testa… non l’avrebbero ascoltata.

Intanto, sotto le case popolari di Naonian City, Christian si ricongiunse al suo amico, un labradoodle bipede (che indossava dei vestiti da gentiluomo e un monocolo sull’occhio sinistro) chiamato Zola. “Gracias por haberme llevao aquí! Non vedo l’ora di encontrar mi hermanita!” esclamò Christian dando un’affettuosa pacca sulla spalla a Zola. Il labradoodle scondizolò ed esclamò: “Sempre un piacere!” Sì, anche Christian aveva il vizio di parlare spesso in spagnolo, ma lo faceva con fare da latin lover con le ragazze e con fare da amichevole spaccone con gli altri uomini.

Il giorno dopo, ovvero il primo febbraio 2011, i cinque Curiosi del tempo rimasti si erano radunati nella palestra dell’Ex Fiera di Naonian City, e Midori aveva portato Nibelungo con sé, però gli aveva dato la libertà di andare ad esplorare il parco nei dintorni: “Resta in zona!” esclamò la ragazza dando un bacio in fronte al suo animaletto, che quindi annuì e poi corse fuori. L’Ex Fiera di Naonian City era una delle varie palestre usate dagli studenti della scuola superiore NaonHigh durante l’ora di ginnastica e si distingueva per essere una palestra su più piani e con vari campi, vicino a un bosco nonché vicina anche a una pista di pattinaggio e a una scuola elementare. Entrati nella palestra dell’ex fiera, al piano terra  a sinistra e verso nord non solo erano presenti degli spogliatoi maschili e femminili, nonché delle docce, una stanza con la parete per il rock-climbing nonché una stanza per giocare a hockey, mentre a destra c’era un ampio campo da pallacanestro multifunzione. Quella stanza gigante non solo era usata per giocare a pallacanestro in tornei più o meno ufficiali, dato che c’erano anche gli spalti per il pubblico, ma era usata anche per regolari lezioni di ginnastica, ed era la palestra preferita dalla prof Ionic. Perché? Semplice, perché la professoressa Ionic ce l’aveva letteralmente sottocasa. Al piano superiore dell’ex Fiera di Naonian city, non solo c’era una sala da ballo, ma c’era anche un mini appartamento quadrilocale dove la prof. Ionic, che amava la vita solitaria, viveva insieme al suo gatto verde con tre occhi, chiamato Purrlk, che però aveva la possibilità di andare e uscire dall’ex Fiera quanto voleva a fare scorribande, e pertanto, in quest’avventura ambientata nel 2011 lo vedrete pochissimo in giro, soprattutto in un flashback…ambientato nel 2006. Comunque, nell’ampio campo da pallacanestro multiuso era presente anche una scrivania usata dai professori per appoggiare registri e altri oggetti utili a prendere le presenze per le loro lezioni. Accanto alla scrivania c’erano tre sedie di plastica ergonomica.

Come dicevo, i cinque curiosi del tempo rimasti si erano radunati nel campo di pallacanestro della palestra e stavano chiacchierando fitto fitto. “Cosa?” chiesero la prof. Ionic e Sandikov con sguardo perplesso e stupito rispettivamente a Takao. “Pecan desapareció?!?” fumò di rabbia Mindy. Takao e sua nipote Midori annuirono. “Oh calmine, Pecan tornerà…” continuò Takao rivolgendosi con un atteggiamento sul cazzeggio andante a Mindy e ad Elizabeth, che però erano ancora un po’ deluse. Sandikov si mise in mezzo a loro e mise le braccia sopra le loro spalle: “Lo spettacolo deve cominciare, e andare avanti!” esclamò Sandikov e poi tolse le braccia dalle spalle delle sue amiche, che rivolsero uno sguardo furbetto a Takao, che iniziò a sudare freddo. Intanto, Midori aveva adocchiato una ragazza e un ragazzo, entrambi diciassettenni come lei. La ragazza aveva i capelli bruni a caschetto, la faccia tosta, le ciglia lunghe per via del mascara (con un po’ di matita che non guastava mai) ed era vestita con una canottierina nera e con una gonna grigia da cheerleader. “Tu saresti la nipote adottiva della prof. Hernández, vero?” chiese la ragazza con faccia tosta. Midori annuì: “Sì!” e poi la ragazza con il caschetto le strinse la mano. Anche se nel paese di origine di Midori, ovvero il Giappone, stringersi la mano non era affatto comune anzi era proprio sconsigliato, lei, avendo due zie adottive latinoamericane di origini europee, e due zii adottivi europei, avendo un amica del cuore svizzera (e chiamata nientedimeno che… Ginevra) e passando sei mesi all’anno a Malibu, in California (dove aveva conosciuto il suo fidanzato Woody), era abituata e non ci faceva più caso. Quindi Midori strinse energicamente la mano della ragazza: “Piacere, sono Viviana! Ma…per tutti, Vivi!” esclamò lei. “E io Midori!” “MIDORI????” si voltò un ragazzo spilungone e magro, che aveva il naso tartufato (ovvero il naso nero) anziché il naso umano (come suo zio e sua zia), e i capelli biondo scuro, corti e un po’ arruffati. Il ragazzo, nel vedere Midori era arrossito come un peperone. Midori gli fece ciao con la manina, furbetta: “Oh, Jack! Ma che ci fai qui?” ridacchiò infine la ragazza. Jack era il nipote di Pecan, ed era un ragazzo appassionato di storia e di aragoste… già cosa ci faceva qui? “Ehhh…” balbettò Jack continuando a fissare Midori, rossissimo in volto. “Questo sì che vuol dire essere una donna sexy!!!” esclamò Midori orgogliosa, mettendo il suo braccio sopra la spalla di Vivi e stringendosela a sé. Ma Vivi mollò la presa di Midori e le rivolse uno sguardo di sfida: “Guarda e impara!!!” Quindi Vivi si rivolse verso Jack, andando verso lui in modo seducente e mettendo le mani sul suo petto. “Rrrroar!” esclamò Vivi…ma Jack era davvero rosso in viso: “Dai, non è un po’ presto?” Vivi allora si voltò verso Midori e scoppiò a ridere, e Midori scosse la testa, e scoppiò a ridere anche lei. Mindy, che si era seduta sulla sedia dietro alla scrivania, osservava i tre con un sorriso quasi sogghignante, e pensò tra sé e sé: “Como en esa fotonovela que leí unos días atrás….” Ma Mindy non era l’unica che osservava la scena, tra i vari ragazzi nel campo di pallacanestro, come anche un ragazzo suino e un ragazzo ghanese (nazionalità non casuale, poiché a Naonian City c’è una grande comunità ghanese). Inoltre c’era una ragazzina seduta per terra… ella aveva i capelli polverosi e la faccia rettangolare, con gli occhi piccoli e neri, e le orecchie con i lobi cadenti, ed era anche lei bassina come Midori (che era alta un metro e venti, mentre Vivi un metro e cinquanta, e Jack uno e novanta).

Mindy aveva gli occhi minacciosi di Sandikov e la signorina Ionic su di lei, mentre Takao, dal basso dei suoi eterni 60 cm si era seduto appoggiato alla scrivania. Mindy si alzò dalla sua scrivania, scuotendola e facendo scattare quindi in piedi Takao. Quindi, Mindy, Sandikov e la prof. Ionic presero un sacchetto con dentro degli oggettini cicciosi e rotondi e lo consegnarono con sguardo malvagio a Takao, che era sul cazzeggio volteggiante. “ANCOLBILLY!” esclamò Takao sospirando infuriato prendendo il sacchetto e aprendolo… dentro c’erano dei mini Time-R. Takao guardò incacchioso Sandikov e la prof. Ionic (Mindy che era alta un metro e novanta si era spostata dietro a Midori e a Vivi), e i due amici del cuore fecero contemporaneamente l’occhiolino. Takao, con il sacchetto che aveva appoggiato per terra ma ancora tra le mani, sospirò scuotendo la testa. “Ragazzi!” esclamò Sandikov. “Seguite me ed Elizabeth al piano di sopra, che iniziamo a fare le torte” continuò. “Attenzionen rakazzen!!! Fi parlerò anken e molten spessen in tetesko, perché faremo anken torten auztriaken!!!” esclamò in tedesco la prof. Ionic, che era bilingue (parlava spagnolo perché era cresciuta in Argentina e tedesco perché sua madre era un’ emigrata austriaca). “Perché non può essere lei la nostra prof di tedesco, allora?” chiese il ragazzo suino saltando morbidosamente di gioia. “Preferisco inzeghnaren cinnastiken, ja!” gli rispose fredda e decisa la prof. Ionic, per metà in tedesco. Poi, la prof. Ionic, Sandikov, il ragazzo suino e altri ragazzi andarono verso il piano di sopra, con Takao che li seguiva portando disperato il suo sacchetto con dentro gli oggettini rotondi e cicciosi.

Mindy (che si era appoggiata con aria spavalda sul bordo della scrivania), Midori, Jack e Vivi osservarono quel gruppo andare al piano di sopra. E non erano i soli, c’erano ancora alcuni ragazzi (6 maschi e 6 femmine) che si erano seduti in cerchio a chiacchierare, oltre al ragazzo ghanese (che stava tirando a canestro) e la ragazzina timida seduta in disparte. “Chicos!!! Basta platicar!!!” gridò Mindy marciando verso quei ragazzi seduti in cerchio, che, al sentire le minacce in spagnolo, scattarono in piedi all’unisono. Midori guardò storto sua zia: “Non…penserai di…” le sussurrò la ragazza con gli occhioni supplicanti, afferrandole il braccio sinistro. Ma Mindy mollò la presa e gridò malefica a tutti i ragazzi: “Bien chicos, como ya pudieran imaginar, les hablaré casi siempre en español durante toda la duración de los ensayos!” Midori sospirò, mettendosi la mano destra sulla fronte e scuotendo la testa, sconsolata. La sua zia adottiva non si smentiva mai!

Intanto, nell’aula adibita a cucina comune al piano di sopra, i vari ragazzi si erano messi alle loro postazioni, ovvero su dei tavolini bianchi con sopra i vari ingredienti come farina e cioccolata in polvere. Sandikov intanto si era fatto lo chignon e si era vestito da cuoco, mentre la prof. Ionic aveva caricato delle diapositive sulla Sachertorte. “Ja! È la torta perfetta per il mercatino di San Valentino!” spiegò seria ad alcuni ragazzi che si erano avvicinati a lei. “Fi rakkonterò anke zua ztoria, ma in tetesko!” continuò poi, in tedesco. E con lo sguardo diresse i ragazzi che si erano avvicinati a lei, verso i loro posti, poi fece cenno a Takao di aprire il sacchetto… c’erano dentro… “dei mini Time-R?” esclamò Takao disperato. “Giocattolo!” gli sorrise Sandikov. “Ma comunque…funzionano…” sorrise la prof. Ionic. “NO GHE RIVOOOOOO…” piagnucolò Takao. La signorina Ionic lo fulminò. Takao allora, sudando freddo, prese i Time-R giocattolo e insieme a Sandikov e alla signorina Ionic li lanciò allegramente in aria, creando una bolla temporale glitterosa e piena di ftalati. “Forza ragazzi!!!” dissero i tre insieme in tono di sfida, puntando il braccio destro verso i ragazzi e indicandoli con il dito indice. “Per cominciare, fate dei brownies in 45 minuti da adesso!” E, dentro la bolla temporale partì un visibilissimo conto alla rovescia in alto a sinistra. Takao e la prof. Ionic guardarono soddisfatti il conto alla rovescia, mentre Sandikov stava cucinando anche lui i brownies, per insegnare ai ragazzi, e parlava ad alta voce: “Allora prendete la farina e il cioccolato fondente…”

Intanto, al piano di sotto, Mindy aveva preso un lettore CD e l’aveva messo su una sedia in mezzo al campo di pallacanestro… quindi Mindy mise dentro il CD degli Axé Bahia, un gruppo brasiliano famoso in tutta l’America Latina, e si mise a ballare la coreografia della versione spagnola del loro tormentone, ovvero “Beso en la boca”. Si mise pure a cantare insieme alla voce dei cantanti.

“Beso en la boca es cosa del pasado (Mindy:pasao)
La moda ahora es enamorar pelado (Mindy: pelao)/La moda ahora es enamorar pelado (Mindy: pelao)”

“Bailamos, chicos! Riscaldiamoci todos!!” continuò Mindy e i ragazzi si misero a ballare, tutti timidamente tranne Midori, il ragazzo ghanese e Vivi.

“La manos hacia arriba! Bate palmas sin parar, moviendo todo el cuerpo y comienzas a bajar!!” continuò Mindy ballando (sapeva la coreografia a memoria e quindi era lei il riferimento visuale per i ragazzi) cantando insieme agli Axé Bahia che cantavano di sottofondo… Ma in quel momento gli occhi di Mindy e quelli di Midori si incontrarono. Midori osservò la sua zia adottiva facendo gli occhioni dolci e qualcosa scattò in Mindy. Smise di ballare, e di colpo, spense il lettore CD. Tutti i ragazzi smisero di ballare, e rimasero spiazzati. “Vale, mi sobrina…” sospirò Mindy osservando Midori che era ancora un po’ sotto shock per il comportamento impulsivo di sua zia. “Pon algo que te guste, mi amor…” continuò sospirando. Midori allora prese le chiavi che erano sulla scrivania e corse nell’appartamentino della prof. Ionic, poi tornò con un CD chiamato “Hit Mania 2000” e lo mise nel lettore CD, ridando a Mindy quello degli Axé Bahia, ma facendole l’occhiolino. “Grazie zia Mindy…” annuì Midori e poi lei e Mindy si sorrisero. “Balleremo quella canzone nei prossimi riscaldamenti, giusto?” esclamò Midori rivolgendosi prima ai ragazzi e poi a Mindy: “Claro!” esclamò Mindy, e tutti i ragazzi saltarono di gioia, gasati. “Ma ora…” disse Midori mettendosi al centro della stanza con un microfono in mano, e tutti i ragazzi si spostarono ai lati (Mindy andò a sinistra del pubblico, ovvero a destra di Midori).

Come se Midori avesse una luce scenica sopra di lei, prese il microfono e si mise a cantare… Crimes of Passion di Bamble B! Una canzone italodance, genere molto di moda a Naonian City e dintorni.

“On a bright day she passed away in the morning/ It’s a cruel way to take her away with no warning/ he took her hand through every midnight hour /and then he saw her fading away like a spring shower”

Tutti si misero a fissare la ragazza dai capelli verde naturale estasiati e soddisfatti, ma la ragazzina timida la fissava con aria curiosa e un po’ triste nel sentire il testo della canzone. Ma Midori era così presa dalla canzone che non ci fece caso, e non appena ebbe finito di cantare quel verso chiese scatenata: “Chi vuole ballare mentre canto?” Vivi e il ragazzo ghanese allora scattarono verso di lei, il ragazzo ghanese si mise alla sua sinistra (destra del pubblico), mentre Vivi si mise alla sua destra (ovvero sinistra del pubblico). “Io conosco la coreografia! Ce l’ho in una VHS che i miei hanno registrato e che guardavo sempre da piccola!” annuì Vivi scuotendo i capelli, decisa. “E io so passi di hip hop, fratelle!” esclamò facendo il fighetto il ragazzo ghanese (che non aveva ancora svelato il suo nome, portate pazienza). “ “Okay!” esclamò scatenata Midori alzando il braccio destro al cielo, con l’indice in bella vista. E si rimise a cantare, con Vivi che ballava la coreografia della ballerina del Circofestival nel 2000, e il ragazzo ghanese che faceva passi hip hop.

“I can see a complete life’s time/ Pictures and posters of times and fashion/ Nineteen years with no reason or rhyme/ Taken away in a crime of passion”

E la canzone entrò nel vivo, e anche i due ballerini.

“Oohh… Passion livin’ the night/ Oohh… Passion livin’ the night/ Oohh… Passion livin’ the night/ Oohh… Passion livin’ the night”

Tutti i presenti erano estasiati, e ballavano scatenati, persino Mindy: “es una canción en inglés pero es muy pegajosa!” esclamò scatenata. L’unica ragazza che non ballava era la ragazzina timida e tarchiata che stava in disparte, e aveva una faccia un po’ addolorata, e quindi abbassò gli occhi.

Finita la canzone, tutti (tranne la ragazzina di cui sopra) gridarono di gioia: “WOOOHOOO!!!” (e intanto la prof. Ionic, Takao, Sandikov e i ragazzi che facevano le torte, tra cui Codeghin, ovvero il ragazzo suino, si erano sporti curiosi e stupiti dalla grata al piano di sopra che dava sul campo di pallacanestro). Vivi e il ragazzo ghanese si erano avvicinati a Midori e i tre si erano messi le loro mani destre una sopra l’altra (sotto Vivi, poi il ragazzo ghanese e poi Midori), le avevano fatte andare in basso e poi le avevano alzate, staccandole. “GRANDI!!!” disse Midori prendendoli entrambi sotto schiena, dato che loro due erano un bel po’ più alti di lei. “Comunque, care Midori e” sghignazzò leggermente “Viviana,” si rifece quindi serio “io mi chiamo Asamoah!” esclamò il ragazzo ghanese. “Oh, ma va, ma che sorpresa!” esclamò Viviana e lei e Asamoah scoppiarono a ridere. “Bene, siamo un’asiatica, un africano e un’europea!” annuì Midori contenta, mollando la presa dai due ragazzi. Vivi allora esclamò: “Allora, se vi va alle prossime prove vi insegno a ballare la coreografia della cantante e dell’altra ballerina!” Midori e Asamoah annuirono, e quest’ultimo obiettò: “Sì, però posso mantenere il tocco hip hop?” “Non vedo perché no!” esclamò Vivi. “Estoy de acuerdo!” esclamò Mindy soddisfatta, e i tre ragazzi annuirono felici.

Mentre tutti gli altri ragazzi corsero in spogliatoio, Mindy si avvicinò a Midori e le due si scambiarono un caldo sorriso. “Brava, mi cariño” sospirò Mindy e Midori disse, arrossendo felice: “Beh, grazie zia!” Mindy si voltò e in quel momento qualcosa la raggelò dentro, e fece un gran sospiro. “Mindy!!!” esclamò Midori dietro le sue spalle, in tono preoccupato. Mindy era un attimo scioccata e sospirò (al 98% in spagnolo): “Es como si algo me hubiera quitao la fuerza dal mio cuerpo!” Midori era stupita: “Ok…” sospirò preoccupata. “Scusa, è perché ti abbiamo interrotto, vero?” continuò la ragazza. Mindy la guardò però non le rispose, e ciò confuse ancora di più Midori. Per fortuna era sceso anche Takao e stava aspettando la nipote e la sua amica proprio fuori dal campo di pallacanestro, e fu raggiunto da Nibelungo. Se vi chiedete dove fossero andati Sandikov e la prof. Ionic, i due avevano deciso di passare il resto della giornata nell’appartamentino di quest’ultima, e non avevano voglia di uscire dall’edificio, tanto avevano tutto a portata di mano sia per pranzo sia per cena. Mindy e Midori allora raggiunsero Takao e Nibelungo, e quest’ultimo saltò sulla spalla sinistra di Midori. Intanto, i ragazzi stavano uscendo tutti dagli spogliatoi, dato che si erano cambiati, e si stavano dirigendo anche loro fuori dall’edificio. Fuori dalla porta, Mindy e Takao stavano chiacchierando e non si accorsero che Midori e Nibelungo erano rimasti indietro… erano rimasti al lato della porta, perché qualcuno aveva attirato la loro attenzione.

“Io vorrei uno spritz e dei tramezzini…” spiegò Takao a Mindy. “Yo quiero un trancio de pizza!” esclamò lei, e Takao pensò ad alta voce: “Mmmm…” “Entonces, vamos al bar vicino alla escuela superiore! Li fanno tutte e tres las cosas!” esclamò Mindy e Takao le annuì, e i due si diressero a destra, verso la scuola superiore NaonHigh, e non si accorsero nemmeno di Midori e Nibelungo. O forse non volevano una ragazza iperattiva e il suo dolce animaletto tra i piedi per un po’. Questi adulti! Questi adolescenti!

Midori vide che la ragazzina timida di prima stava parlando con un braccio con mano (sì, proprio così). L’arto fluttuava all’altezza della sua fronte… “BEA BRESOT!!! CHE TI SALTA IN MENTE??? VUOI ESSERE COME TUA MADRE?!?” le gridò in faccia il braccio parlante. “Padre…” sospirò Bea Bresot voltandosi dall’altra parte, con lo sguardo verso delle macchine parcheggiate accanto all’edificio dell’ex Fiera. Midori e Nibelungo sobbalzarono dalla paura. “ORA MI SEGUI!” gridò di nuovo il bracciopadre, ma Bea Bresot non riusciva a fissarlo, e si teneva aggrappata al cofano di una macchina rossa lì parcheggiata, nonostante avesse il suo zainetto rosa sgargiante ben in evidenza (in contrasto con i suoi vestiti dal grigio quasi funereo). Midori e Nibelungo stavano osservando la scena da dietro una colonna dell’ingresso dell’Ex Fiera, e si scambiarono un veloce sguardo complice. In quel momento, il padre braccio afferrò la figlia per la collottola della maglia e la trascinò verso la sua macchina blu scuro. Bea cercava di opporre resistenza, ma il padre fu più veloce. Midori e Nibelungo allora scattarono e aprirono il portabagagli di quella macchina e si ficcarono lì dentro. Il padre braccio si voltò perché aveva sentito dei suoni provenire dalla parte posteriore dell’auto, ma poi decise di mettere una doppia cintura a Bea Bresot, di modo che la figlia non potesse muoversi e attivò la sicura dell’auto. Bea Bresot tremava dalla paura… “Vedo che hai capito.” Esclamò il braccio padre (ovviamente a questo punto avrete capito che parlava con la forza del pensiero), e mise la sua mano al volante e iniziò a guidare in maniera spericolata, così spericolata che dentro il portabagagli, Midori e Nibelungo rotolavano da un lato all’altro!

Finalmente, dopo un viaggio in macchina piuttosto traballante, il bracciopadreconmano e sua figlia Bea arrivarono sotto le case popolari di Naonian City. Proprio le stesse case popolari in cui il giorno prima Midori aveva notato Christian che si aggirava, apparentemente senza meta. Approfittandone del motore ancora acceso, una volta che il padre ebbe parcheggiato, Midori e Nibelungo aprirono il cofano e caddero entrambi a terra rotolando. Anche Bea Bresot e suo padre uscirono dalla macchina, ma per fortuna né il malefico padre né la timida ragazzina si erano accorti della presenza dei due. Quindi, Midori e Nibelungo, ancora dietro la parte posteriore dell’auto, lasciarono che il fluttuante bracciopadre e sua figlia andassero avanti di alcuni metri, e poi con un cenno, si misero a seguirli di soppiatto, stando a due metri di distanza da loro. Arrivati alla porta del loro palazzone, il braccio padre aprì con la chiave il portone e sbatté Bea Bresot dentro e si mise a trascinarla per la collottola, nonostante la ragazza cercasse di dimenarsi e di liberarsene sbuffando, senza riuscirci… Nibelungo e Midori però riuscirono a scattare dentro con uno sprint, e proprio all’ultimo la porta si chiuse dietro di loro. Midori e Nibelungo si guardarono attorno… il pavimento dell’ingresso del condominio era pieno di sacchetti di spazzatura puzzolenti, nonché di macchie di sporcizia e…siringhe. Midori sussultò, ma Nibelungo le fece un gesto…di guardare il quadratino accanto all’ascensore… si era fermato al sesto piano. Con uno scatto, l’animaletto prese Midori sulla sua schiena e anziché chiamare l’ascensore, si mise a salire come un razzo le scale, e Midori che si teneva stretta alla sua schiena, andava su e giù preoccupata, come se si stesse tenendo aggrappata alla parte posteriore di un macchina impazzita. Arrivato al sesto piano, dove c’era solo la porta di un appartamento, Nibelungo finalmente si fermò come una macchina che aveva frenato all’improvviso… facendo sbattere Midori contro la porta di suddetto appartamento. La ragazza sbatté e rotolò all’indietro… sui piedi di qualcuno. “ARGH!” scattò in piedi Midori, terrorizzata. “Hola, belleza!” esclamò… “Christian!!!” esclamò Midori abbracciando lo zombie. Sciolto l’abbraccio, Christian accarezzò i capelli della ragazza e ridacchiò: “Bien guapa, tengo que contarte muchas cosas!!! Pero, primero…” Visto? Anche lui con il pallino dello spagnolo! Midori, sentendo dei rumori provenire dall’interno dell’appartamento, sussurrò: “Anch’io…” “Questa gente es como una familia!” esclamò a bassa voce Christian. “Eh????” sussultò a bassa voce Midori, piuttosto incredula e spaventata. “De verdad, han sido casi todos muy gentiles conmigo y con mi mascota Zola! Lui adesso l’hanno invitato a pranzo…” continuò Christian sussurrando. Midori si tranquillizzò: “Quasi tutti eh?” Christian non capì perché la ragazza fosse sollevata… e il suo cuore di zombie batté più visibile dall’ansia… stava quasi per uscirgli dal petto. Intanto, Nibelungo stava passando le sue zampine sulla porta dell’appartamento, per cercare di entrare, ma Midori lo prese in braccio per fermarlo. “Señorita Verde, me han robao las fuerzas a un certo punto!” “Come a Mindy!” pensò Midori tra sé e sé, ma Christian continuò con il suo discorso: “Cinco sombras me han raggiunto y… a un cierto punto, tutto qui dentro estaba incasinao. Es como se avessero assorbito mi alma… Pero ahora estoy bien…creo” Midori era preoccupata, ma esclamò, sussurrando impanicata: “Ti prego, usa i tuoi poteri!” “Quieren ver lo que pasa dietro quella puerta?” le sussurrò Christian, riferendosi a lei e a Nibelungo, e i due annuirono all’unisono. Allora Christian si mise in mezzo sull’uscio della porta, con Midori alla sua destra (sinistra del pubblico) e Nibelungo alla sua sinistra (destra del pubblico). Christian incrociò le braccia e così facendo mise la mano sinistra sulla testa di Midori, e quella destra sulla testa del piccolo Nibelungo, e chiuse gli occhi, spingendo leggermente in basso la ragazza e il suo animaletto, fin quando questi ebbero piegato leggermente le ginocchia, e fu così che sprigionò il suo potere da morto vivente… dell’energia spettrale ultravioletta, che capultò delicatamente e senza effetti collaterali Midori e Nibelungo dall’altra parte della porta… e anche girati di 180°! Midori e Nibelungo sentirono dei rumori provenire dalla cucina, ed entrambi ebbero gli occhi a palla dallo shock. Ma Nibelungo annuì deciso e prese per mano Midori, poi saltò sul soffitto.. Nibelungo, come tutti gli esemplari di Kawaiius Critterius (una specie di animaletti pucciosi nativa ed esclusiva dell’arcipelago giapponese), aveva le zampe molto appiccicose, come delle ventose, e quindi riusciva ad arrampicarsi sui muri e sui soffitti e avere anche qualcuno sulla schiena, in quel caso Midori. Inoltre, gli esemplari di Kawaiius Critterius erano molto silenziosi quando camminavano e quindi era difficile accorgersi della loro presenza. A ogni modo, Nibelungo con la sua adorata Midori sulla schiena, arrivarono fino alla cucina… dove il bracciopadre e Bea Bresot stavano litigando pesantemente. La cucina versava in uno stato di degrado che fece diventare Midori verde bile in faccia… c’erano un sacco di piatti incrostati, e la tovaglia era pure incrostata, per non parlare poi dei sacchi di spazzatura e il cestino dell’umido aperto… si vedevano i gusci delle uova mischiati a lische di pesce, insomma vi risparmierò ulteriori dettagli.

“Da quando in qua fai le cose senza permesso? Tu devi andare a scuola e basta! Anzi, prima o poi ti faccio ritirare dagli studi! I libri ti mettono in testa strane idee, vedo!” gridò il braccio padre mostrando la mano come se stesse per mollarle una sberla a sua figlia Bea Bresot, che si era messa con le spalle appoggiate al piano cottura vicino al lavandino. Bea Bresot guardava fisso suo padre, tremando ma cercando di rimanere composta il più possibile. Il braccio padre allora prese un coltellino di plastica dal cassetto delle posate e glielo puntò all’altezza del collo: “Con te…facciamo i conti dopo…” Bea Bresot guardò il padre e scappò a passi pesanti in camera sua, sbattendo la porta. Il braccio padre allora fluttuò sul tavolo, tenendo ancora il coltello in mano. Intanto, Nibelungo e Midori che erano proprio sopra il lampadario sopra il tavolo, caddero dall’emozione, e PAM!!! Non solo caddero sopra il padre braccio, ma ruppero anche il tavolo a metà. Si alzarono di scatto e videro che il padre braccio era svenuto (ma dov’era finito il coltellino di plastica) ed era tra le schegge di legno del tavolo. Midori e Nibelungo allora tornarono insieme nel corridoio e Midori aprì una porta… “ARGH!!!” urlarono sia lei che la gamba destra con gonna che era lì dentro la stanza… era la porta del bagno, e quella doveva essere… dietro di loro, alla fine del corridoio c’era la porta della camera di Bea Bresot… la ragazzina aprì la porta: “Mamma?” chiese preoccupata ma…vide Midori e Nibelungo di fronte a lei. “Tu?” chiese Bea Bresot e fece entrare Nibelungo e Midori in camera sua, chiudendo poi la porta a chiave. La camera di Bea Bresot aveva un letto a mezza piazza (su cui aveva appoggiato il suo sgargiante zainetto rosa shocking) e una scrivania con un computer fisso dei primissimi anni Novanta. Era presente inoltre un grande armadio a due ante, a sinistra del letto (a destra quindi del lettore e di chi entrava in camera). C’era la moquette per terra, ma rispetto al resto della casa, la camera era molto ordinata. “Piacere… mi chiamo Bea!” sussurrò la ragazzina, stringendo la mano a Midori. “Ciao…e scusaci l’irruzione…” disse Midori inchinandosi per chiedere scusa alla ragazza, e Nibelungo fece lo stesso. “Beh, si vede che sei giapponese, Midori!” ridacchiò leggermente Bea Bresot, e Midori e Nibelungo le sorrisero. “E poi hai gli occhi verdi e soprattutto i capelli verdi, e … mi piacciono tanto!” sussurrò Bea Bresot con la voce sempre più debole. Midori sorrise: “Il mio cuoricino…dai, che carina che sei!” esclamò la ragazza giapponese. Bea sorrise di rimando: “Sai, il mio fratellino è un fan del tuo paese! Guardava sempre quei programmi strani con robot che si menano o animaletti pucciosi come lui” continuò Bea Bresot a bassa voce, e Nibelungo, intimidito dall’essere indicato dalla ragazzina, si nascose dietro la gamba sinistra di Midori. Midori stava per aprire bocca e proferire parola, ma Bea continuò: “Mio fratello è…” Midori e Nibelungo (che era tornato accanto a Midori) si raggelarono, e Bea fece un sospirone: “andato a vivere da un suo amico molto ricco, in campagna sulle risorgive.” Midori continuò ad ascoltare e Bea le disse, senza speranza alcuna nella voce: “Io volevo andare con lui… ma volevo proteggeree la mamma… anche se…non penso sia più la sola ad aver bisogno di essere difesa…” Midori era superperplessa, non capiva cosa stesse succedendo, e fissò un punto a caso del muro della camera della ragazzina. Proprio sopra il comodino accanto al letto, c’era appeso un quadro-puzzle, l’uomo pesca di Lagriffe. Anche Nibelungo fissava il quadro, curioso. Bea allora prese una scatola dentro il cassetto del comodino (sotto il quale c’era uno spazio vuoto e aperto dove appoggiare varie cose). Era la scatola del puzzle dell’uomo pesca di Lagriffe, c’era proprio la stessa illustrazione sul coperchio della confezione. Bea aprì la confezione e mostrò il suo contenuto a Midori e Nibelungo. Dentro c’erano dei pezzi di puzzle, che avevano i colori di sgargianti vestiti femminili e di carne umana dal colorito caucasico. “Mio padre…ha portato via l’80% della vita di mia madre…” sospirò Bea Bresot, chiudendo la scatola e riponendola nel cassetto da dove veniva.

Midori e Nibelungo erano tristi. “È ancora viva…ma… è troppo complicato…non penso potrà mai trovare un lavoro, in queste condizioni da gamba con gonna…” continuò Bea Bresot sospirando in preda all’ansia, e sedendosi per terra.. “È per questo che vorrei fare lo spettacolo… a mia madre piacevano tanto le feste e gli spettacoli…” Midori si sedette anche lei, appoggiandosi con le spalle al letto. “E poi…proprio quando stavo riuscendo a parlare con i miei compagni di classe…e a te…” continuò Bea Bresot. Midori annuì: “Ma come si è trasformata in un puzzle la tua mamma?” Bea continuò: “Vedi, mia mamma nel 2008 aveva trovato un lavoro a Partylandia, un negozio di articoli per feste di maschera, di compleanno e di laurea. Non so se le tue zie la prof. Ionic e la prof. Hernández ti hanno detto, ma ad Halloween qui a Naonian City è tradizione…” Midori la interruppe, ridacchiando: “Travestirsi da trote veterinarie d’acqua dolce! L’abbiamo fatto lo scorso ottobre, ero qui in città!” Anche Bea Bresot sorrise: “Le trote veterinarie…poveri veterinari del Naonscirr’, tutti pesci d’acqua dolce… comunque! Mio padre ha sempre detestato ogni tipo di festa, perché l’ultima volta che l’avevano invitato a un compleanno aveva cinque anni… e poi diceva che le donne che guadagnano più degli uomini…sono come le veterinarie… tutte trote! Un certo tipo di trote!” concluse Bea Bresot. “Se solo si potesse modificare il passato… e fare in modo che la mamma di Bea lasci suo marito in quel momento… ma perché è vietato modificare il continuum spatium temporale? Argh! Lasciamo perdere, è da immaturi cambiare il passato” pensò Midori tra sé e sé, rannicchiata con le gambe appoggiate sul petto e con le braccia incrociate sopra le gambe… modificare il continuum spatium temporale con il Time-R poteva essere un grave reato che avrebbe causato la morte di chi l’ha messo in atto o nei casi migliori, il colpevole sarebbe finito in un universo alternativo per un anno con il tempo che scorre in maniera diversa e con differenti leggi di fisica ogni cinque minuti, e al ritorno avrebbe dovuto scontare una pena di un anno con un durissimo esame di riammissione organizzato dall’Associazione Internazionale di Viaggiatori del Tempo, della quale facevano parte vari gruppi, tra cui i nostri Curiosi del Tempo. Midori abbandonò subito l’idea, anche se forse aveva più paura che la furia di Takao e Mindy si abbattesse su di lei che altro. Bea diede un colpetto a Midori, che si rimise nella posizione “rilassata” di prima. “Sì, continua…” Bea Bresot allora fece un sospirone e proseguì con il racconto. “Una sera di due anni fa… i miei stavano litigando in cucina… mio padre ci chiamò e io e mio fratello andammo in cucina… mia madre si era voltata e stava lavando i piatti…e in quel momento, come alle Idi di Marzo… mio padre prese un coltello e tentò di colpire mia madre… e non appena il coltello toccò mia madre…” Midori era tesa e respirava a fatica. Bea continuò: “Pufff…” sospirò a fatica la ragazzina “mia madre…fu dissolta in pezzi di puzzle… ed era proprio il giorno in cui io e mio fratello avevamo finito il puzzle della pesca di Lagriffe… e mio padre… beh…PUM!!! Il suo corpo si è dissolto senza lasciar traccia, ed è rimasto il suo braccio sinistro a parlare e…avendo la mano…beh… a continuare a mina…ccc..” Bea Bresot non riusciva più a parlare, stava tremando. Midori aveva appoggiato la schiena al bordo nella parte finale del letto e si era messa in posizione comoda con le gambe ben divaricate a V. “Bea…” disse Midori con gli occhi languidi “appoggiati su di me…” Bea allora corse tra le braccia di Midori e appoggiò la testa sul suo petto, rivolgendola a sinistra, e poi abbracciò Midori, che fece lo stesso con lei e iniziò ad accarezzare i polverosi capelli di Bea. Bea socchiuse gli occhi per rilassarsi, e concentrarsi sul caldo respiro di Midori, che era morbida e materna. Midori era il membro più giovane dei Curiosi del Tempo, però era anche quella più protettiva e affettuosa, e amava il contatto fisico in tutte le sue forme. Era particolarmente coccolona con la sua migliore amica Ginevra, una ragazza svizzera di Ascona, nel Canton Ticino che aveva passato un anno di superiori (agosto 2008- giugno 2009) a Wakkanai all’estremità nord dell’isola di Hokkaido, Giappone, e di cui era stata anche la sorella ospitante (un po’ come Elizabeth Ionic era stata nel 1982 e 1983 la sorella ospitante di Aleksander Sandikov quando lui aveva passato un anno di superiori a Ushuaia, nella Terra del Fuoco, in Argentina, e ovviamente era in quel caso che i due erano diventati migliori amici). Era stato grazie a Midori che Ginevra aveva potuto far amicizia con molte persone in Giappone dopo quattro mesi in cui era stata sola come un cane, sia perché non sapeva quasi per niente la lingua, sia perché la sua prima famiglia ospitante era molto rigida e quindi era spesso messa in disparte non conoscendo bene le convenzioni sociali asiatiche. Midori quindi si offrì come sorella ospitante di Ginevra ed entrambe parlarono ai responsabili degli scambi scolastici sia di Wakkanai che di Ascona per far sì che Ginevra potesse trasferirsi da lei senza intoppi burocratici, ed entrambi i responsabili accettarono, e per fortuna! Infatti, proprio il giorno del trasloco definitivo, Ginevra scoprì che la sua madre ospitante era incinta e quindi lei e la sua famiglia non si sarebbero potuti occupare di una studentessa di scambio e l’avrebbero prima o poi, senza mezzi termini, sbattuta per strada e si sarebbe dovuta arrangiare a cercare un’altra famiglia ospitante. Per fortuna, le cose si erano risolte nel miglior modo possibile, e quello fu l’anno più bello della vita sia di Midori che di Ginevra, che aveva modo di vivere non solo con Midori, ma anche con i suoi nonni (gli zii di Takao, due tipici vecchietti giapponesi molto fedeli alle tradizioni) e il piccolo Nibelungo oltre ai loro vicini di casa lo zio Takao e il suo migliore amico e coinquilino(la migliore amica di Takao invece è la nostra Mindy…con quel bel caratterino esplosivo che si ritrovano entrambi!) Rodney, un texano biondo dagli occhi azzurri che lavora come contadino, mandriano e agricoltore nella campagna dell’estremo nord del Giappone e crede che l’americano sia una lingua e l’inglese un’altra, e crede che al mondo oltre al Giappone esistano solo gli Stati Uniti e il Regno del Texas, nonostante egli stesso abbia avuto l’occasione di conoscere non solo un’elvetica, ma anche un lituano di origini russe, un’argentina di origine austriaca, una venezuelana e un naoniano. Inoltre, Midori aveva un fidanzato chiamato Woody, un ragazzo statunitense di origini irlandesi, italiane, francesi e tedesche che aveva conosciuto all’asilo quando era arrivata per la prima volta in California. Midori infatti passava sei mesi all’anno in California, e altrettanti sei in Hokkaido (anche se l’anno in cui aveva Ginevra in casa, Midori era arrivata in Hokkaido a inizio dicembre e proprio perché si era trovata a fare da host sister, era ritornata in California a luglio, proprio dopo la partenza di quella che ormai era la sua migliore amica di tutti i tempi). Woody era un ragazzo un po’ timido e ritroso di carattere, ma era molto elastico quando si muoveva. Midori e Woody all’inizio erano amici, come tutti i bambini, ma Midori spesso lo proteggeva quando il poveretto era vittima dei bulli, e tra una dimostrazione d’affetto e l’altra, i due iniziarono a innamorarsi e a diventare una coppia. Con la pubertà, Midori poi era diventata una ragazza non solo espansiva e allegra, ma anche sinuosa e sensuale, e Woody, che anche se era sempre gracile ed esile, era un ragazzo molto intelligente e affettuoso, però gli ormoni fecero il resto…e insomma Woody voleva proprio saltare addosso a Midori e fare l’amore con lei, e anche Midori, che ormai aveva anche lei 16 anni come lui, era della stessa opinione. Woody fu molto dolce la prima volta che i due ebbero il loro primo rapporto sessuale a luglio 2009, e ogni volta che i due erano in casa da soli, non importa se in Giappone, in California o altrove, ne approfittavano per farlo con il cuore che batteva fortissimo dalla passione. Era il loro segreto, non dovevano saperlo né le altre idol con cui lavorava Midori (anche perché se diceva di avere un fidanzato e dei rapporti intimi con lui, era fuori dal business), né il suo staff dei documentari famosi in Occidente (trasmessi in Nordamerica, Australia, Nuova Zelanda ed Europa). Inoltre, la sconsiderata Midori ogni tanto quando era con i suoi amici (anche se Ginevra e Woody non lo facevano, perché non gli piaceva proprio per niente!) si fumava qualche sigaretta o canna, e questo doveva tenerlo segretissimo agli occhi dei paparazzi giapponesi, perché se una idol veniva beccata a fumare era fuori dal business per sempre. Ma per fortuna, i suoi amici ci tenevano molto al gruppo e quindi il segreto era rimasto sempre tale. Ma soprattutto Midori godeva nel fingersi una creaturina innocente e indifesa agli occhi dei Curiosi del Tempo, che in fondo volevano ancora credere che la loro nipotina fosse ancora rimasta una bambina per molte cose… diciamo la verità, se l’avesse rivelato a Sandikov e alla signorina Ionic, loro l’avrebbero preso a cuor leggero e dimenticato il fatto dopo due secondi, Pecan ci sarebbe rimasto male, Mindy avrebbe detto “Vale” e si sarebbe messa a ridere con la sua classica risata sarcastica, mentre Takao si sarebbe infuriato un bel po’…ma poi avrebbe accettato a malavoglia che sua nipote stava crescendo. Quel San Valentino però, Midori e Woody non si sarebbero incontrati, perché Mindy l’aveva tirata dentro il progetto dello spettacolo.

Ritornando a Midori e Bea Bresot, le due ragazze stettero abbracciate insieme per circa mezz’ora. Bea Bresot, appoggiata a Midori che le accarezzava i capelli e la stringeva a sé, si era così rilassata da avere gli occhi chiusi e stare quasi per addormentarsi. “Grazie, è da tantissimo che nessuno mi coccola!” sussurrò Bea Bresot, stringendosi ancora più forte a Midori. “Anch’io avevo bisogno di coccole..” sospirò Midori dando un bacino sulla fronte a Bea, e poi pensò: “Ero in astinenza da contatto fisico da almeno due settimane… e NO, zio Takao e Mindy che il 22 gennaio mi hanno dato una sberla in faccia e Mindy con la sua faccia impassibile me l’ha fatta passare come un batticinque in faccia, NON contano!” Purtroppo però in quel momento, si sentirono dei colpi di coltello sulla porta… era il bracciopadre! Bea Bresot scattò in piedi di soprassalto, e andò di corsa a prendere dei vestiti nell’armadio e a metterli dentro il suo sgargiante zainetto rosa, che era appoggiato sul letto, e lo chiuse. Midori si alzò in piedi e vide che Nibelungo si era arrampicato sul soffitto. Allora Midori saltò sul letto di Bea Bresot e afferrò la zampa che Nibelungo le aveva porto, e si arrampicò sul lato sinistro della sua schiena. Nibelungo e Midori sul soffitto stavano esitando, e in quel momento il coltellaccio tenuto dalla mano del bracciopadre fluttuante, aveva sfondato la porta di “Andate!” sussurrò Bea Bresot facendo un gesto ai due. Nibelungo e Midori allora si misero ad correre a testa in giù, dato che Nibelungo era capace di muoversi come un ragno sopra il soffitto. Il bracciopadre aveva sfondato la porta… però il suo coltellaccio era rimasto incastrato nella porta quindi egli stava cercando di rimuoverlo. Bea ne approfittò allora per andare a raccogliere tutti i mazzi di chiavi della casa e aspettò che Nibelungo e Midori saltassero giù dal soffitto. Quindi, Bea Bresot aprì la porta di casa per far uscire i due e poi uscì anche lei, chiudendo a chiave la porta. “TU?!?” esclamarono stupite Midori e Bea Bresot a una voce. Christian era ancora lì: “Sì, guapas!!! Pero estoy confundido…este palacio es stregato!” Christian aveva ragione… al posto dell’ascensore c’erano delle scale che andavano prima giù e poi su senza meta, e mentre lui, Nibelungo, Bea e Midori cercavano di percorrerle, si trovarono il braccio padre fluttuante spuntare in picchiata libera dal soffitto… l’appartamento di Bea Bresot ora era appeso al soffitto. “Creo que tengo la culpa!!!” si infuriò Christian, imbarazzato, tanto da non notare che il bracciopadre stava per colpirlo… ma Midori tirò a sé Christian… e il braccio padre cadde per terra, ammaccando il suo coltellaccio. Bea Bresot si voltò… e stupita si rese conto che al posto del suo appartamento c’era l’ascensore… Bea allora chiamò l’ascensore… che arrivò in un nanosecondo, e lei, Nibelungo, Midori e Christian entrarono dentro… e PAM!!! Un millisecondo prima che le porte si chiudessero, entrò anche il bracciopadre con il suo coltellaccio ammaccato. Nibelungo si spostò sul soffitto dell’ascensore con uno scatto e voleva afferrare il braccio di Midori, ma lei e Bea Bresot erano abbracciate, terrorizzate! Il bracciopadre stava cercando di colpire con il suo coltellaccio, sebbene esso fosse ammaccato… ma Christian si mise di fronte alle due ragazze: “Chicas, están al seguro conmigo!” esclamò voltandosi verso di loro, ed eseguendo la manovra di teletrasporto… Midori e Bea Bresot furono trasportate sul tetto dell’ascensore che stava scendendo verso il primo piano, a un passo quasi dal piano terra. Le due ragazze ovviamente si aggrapparono alle corde dell’ascensore. Christian fu colpito alla schiena dal coltello del bracciopadre, ma essendo un morto vivente, perse leggermente le energie… tuttavia riuscì a sottrarre il coltellaccio dalle mani del braccio padre e se lo mise in tasca. Christian allora diede un calcio al braccio padre e si mise a premere a caso i tasti dei vari piani dell’ascensore. Poi all’ultimo momento prese la zampetta destra di Nibelungo e si teletrasportarono sopra l’ascensore e… quando esso arrivò al piano terra, Christian con i suoi poteri da morto vivente teletrasportò se stesso, Midori, Bea e Nibelungo fuori dall’ascensore. Usciti dall’ascensore, i quattro furono fissati con aria curiosa da alcuni abitanti delle case popolari che erano lì all’ingresso…non capitava tutti i giorni di vedere un animaletto strano, un morto vivente e una ragazza dai capelli verdi. “Bea?” disse una vecchietta con i sacchetti dellla spesa, stupita dell’incontro. Bea la fissò e poi abbassò gli occhi… poi Midori la fece girare… l’ascensore in quel momento (si vedeva benissimo perché era costruito dentro un impianto antico dove si vedevano sia le corde sia se stesse scendendo o salendo) iniziò a salire e scendere all’impazzata… Christian allora esortò le ragazze e Nibelungo a correre fuori dalle case popolari, e così fecero. Intanto, nell’ascensore impazzito, il bracciopadre veniva sballottato su e giù a una velocità così pazzesca, che a un certo punto, sfondò il pavimento dell’ascensore… e in quel momento… rotolò a terra privo di sensi e PAM! Venne colpito dal lato posteriore destro dell’ ascensore che si fermò con un tonfo. Chissà se sarebbe tornato all’attacco… ma se non altro, per il momento, non avrebbe dato problemi per un bel po’ a nessuno.

Dopo essersi congedata anche da Zola, Midori con Nibelungo sulle spalle e Bea Bresot con il suo bello zainetto rosa, si diressero verso la pista pedonale a destra e parallela alle case popolari di Naonian City. Bea era preoccupata, ed era in silenzio, a testa bassa, ma Midori le disse: “Ehi, puoi venire a dormire con noi da Pecan-san!” “Eh?” si stupì Bea, che non capiva il giapponese. “La moglie del prof Pecan… casa sua è dove siamo ospiti io, Nibelungo e mio zio! Hanno due stanze per gli ospiti, entrambe con due letti!” esclamò Midori. “Beh, se non sono di disturbo..” sospirò Bea. Midori le diede un’affettuosa pacca sulla spalla sorridendo, poi prese il suo cellulare a conchiglia che faceva molto seconda metà degli anni 2000. Cercò di chiamare suo zio…ma niente… non lo trovò… Midori allora sospirò, però non disse niente a Bea che la guardò, senza farle domande. Midori e il suo nibelungico amico sulle spalle facevano strada a Bea, che li seguiva cauti…

Pochi minuti dopo, i tre arrivarono in un’ampia via che affluiva perpendicolare a Viale Grigoletti, uno dei viali commerciali più affollati e frequentati di Naonian City. Quella via perpendicolare era piena di condomini e c’era pure qualche casetta indipendente. Tra i vari condomini, c’era quello in cui viveva per maggior parte dell’anno da sola Mindy, e in cui dava ripetizioni di spagnolo a studenti di varie età (da bambini ad adulti). Mindy era sposata, ma suo marito (di un anno più vecchio di lei) e suo figlio (nato nel 1999), entrambi venezuelani (il marito nativo indio, il figlio misto, essendo Mindy bianca) più i loro quattro animali domestici, vivevano in Germania in una bella casetta con giardino… Mindy scherzava dicendo che nel giardino di quella casetta aveva sepolto i cadaveri dei suoi nemici, per usarli come fertilizzante. Lei amava fare questo scherzo alle persone soprattutto perché lo faceva con la faccia completamente impassibile, e amava vedere le reazioni delle sue povere vittime verbali, e quindi scoppiava a ridere, e spesso anche le sue povere vittime facevano lo stesso. Gli unici che avevano riso subito a quella battuta erano stati Takao e Sandikov, che non si stancavano mai di sentire l’umorismo nerissimo della loro amica, e, anzi, piangevano e si rotolavano dalle risate. Mindy ogni tanto andava in treno o in macchina in Germania nei fine settimana, ma essendo impegnata con lo spettacolo, era da un po’ che non passava a vedere la sua famiglia più stretta. Ma purtroppo con la famiglia residente a Cordenons (tra cui c’era il suo cugino venezuelano Richard), un comune confinante con Naonian City, Mindy stava avendo alcuni problemi a relazionarsi con loro, sia per l’ansia che per vari rancori che affondavano le loro radici negli anni Ottanta.

Guarda caso, non appena Bea, Nibelungo e Midori arrivarono lì, videro Mindy che stava per dirigersi nel cortiletto del suo condominio. Erano le quattro e mezza di pomeriggio, e con l’inverno che giungeva quasi al termine, le giornate si stavano allungando sempre più e infatti c’era ancora luce. “Ziona!” esclamò Midori. “Salve prof…” sospirò timidamente Bea Bresot. “Qué pasa?” sospirò Mindy seccata, soprattutto perché c’era la sua nipote adottiva. “Zia, ho vist…” Mindy la fissò storto. “Estoy cansada!!” “Ma zia… tutto ok? Sai che ho vist…” “Déjame en paz…” la interruppe, sospirando, Mindy, distogliendo lo sguardo dalla ragazza con i capelli verde naturale. “Scusami, è perché ho interrotto la tua coreografia?” si inchinò Midori “scusami, scusami davvero!” continuò inchinandosi. Ma Mindy ne aveva abbastanza: “Non inchinarti! No estamos en Japón, chica!” esclamò Mindy infuriata. “Ma non siamo neanche in un paese di lingua spagnola!” sospirò Bea Bresot rivolta a Midori, ma Mindy la sentì e storse la bocca. “Ziona! Per favore, ho incontr…” continuò Midori, disperata. Mindy la fissò intensamente: “Por qué non torni da tuo zio? Te necesita mucho!” esclamò infuriata, poi distolse lo sguardo da Midori, Bea e Nibelungo ed entrò nel condominio, sbattendo la porta e gridando infuriata: “CHAU!” Midori sospirò a bassa voce, facendo un gesto di saluto con la mano destra: “Oaic…” (che non era ciao in giapponese, o forse sì? Non ricordo.). Midori,Bea e Nibelungo rimasero raggelati, e stettero fermi per alcuni secondi, quando infine Midori disse a Bea Bresot: “Lei di solito è carina…non capisco cosa le sia preso!” Bea le rispose: “Lo so! Di solito è una brava professoressa, però…ultimamente”. Midori cambiò argomento: “Torniamo a casa della signora Pecan in autobus, ne passa uno tra quindici minuti!” Bea annuì e le due ragazze, insieme a Nibelungo, corsero verso Viale Grigoletti.